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2020-07-13 17:13

La Camera approva la proposta di legge sulla gestione pubblica delle acque

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il 20 aprile, la Camera ha approvato, in prima lettura e tra le polemiche, la proposta di legge sulla tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Il provvedimento nasce da una proposta presentata nel marzo di due anni fa da deputati di tutti i gruppi parlamentari, che facevano propria una proposta di legge di iniziativa popolare presentata nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua, aggiornata alla luce dell’esito del referendum del 2011. In commissione ambiente della Camera, un emendamento del Pd aveva soppresso la disposizione secondo cui la gestione e l'erogazione del servizio idrico integrato non potevano essere separate e potevano essere affidate esclusivamente a enti di diritto pubblico. La modifica aveva fatto gridare Sel e M5S al tradimento del referendum, mentre il Pd sosteneva che il referendum del 2011 aveva cancellato l’obbligo della privatizzazione del servizio idrico e la remunerazione garantita del capitale investito ma non aveva previsto in alcun modo l’obbligo di ripubblicizzare il servizio.

Il testo arrivato nell’Aula di Montecitorio prevedeva che il servizio idrico integrato dovesse essere affidato “in via prioritaria” direttamente a società interamente pubbliche, in possesso dei requisiti prescritti dall'ordinamento europeo per la gestione in house, comunque partecipate da tutti gli enti locali ricadenti nell'ATO (Ambito Territoriale Ottimale).

In Aula, però, è stato approvato un emendamento della commissione bilancio, che ha eliminato l’indicazione secondo cui l’affidamento diretto a società pubbliche dovesse avvenire “in via prioritaria”, stabilendo che ciò “può avvenire anche”. La motivazione dell’emendamento è stata che l’affidamento diretto “in via prioritaria” a società interamente pubbliche avrebbe potuto comportare il rischio di riclassificazione di queste società nell’ambito del perimetro della pubblica amministrazione, con la necessità di rivedere gli equilibri finanziari del debito pubblico nel rapporto tra deficit e Pil. 

Il provvedimento, che ora passa al Senato, è stato approvato dalla Camera con 243 voti a favore, 129 contrari e due astensioni.