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2020-01-25 06:55

Il Parlamento europeo approva definitivamente i nuovi limiti nazionali sugli inquinanti

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Parlamento europeo ha approvato definitivamente con 499 voti a favore, 177 contrari e 28 astensioni, i nuovi limiti nazionali per ridurre le emissioni di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e particolato fine (inferiore a un diametro di 2,5 micrometri). L'obiettivo è di ridurre l'impatto dell'inquinamento atmosferico sulla salute di circa il 50% entro il 2030. I nuovi limiti, da raggiungere nel periodo 2020-2030, erano già stati concordati informalmente con la Presidenza del Consiglio dei ministri Ue, che aveva deciso di escludere il metano dal campo di applicazione della direttiva, anche se la Commissione Ue pensa di poter riesaminare la questione.

Per l'Italia sono stati fissati questi obiettivi di riduzione, rispetto al 2005: -71% per SO2, -65% per NOx, -46% per COVNM, -16% per NH3, -40% per PM2,5.

Secondo la relatrice della risoluzione approvata, l’europarlamentare conservatrice britannica Julie Girling, “l'inquinamento atmosferico è la prima causa ambientale di morte nell’Ue. Il contesto politico è cambiato drasticamente nel corso degli ultimi tre anni, con il problema della qualità dell'aria balzato agli onori della cronaca a livelli senza precedenti, insieme allo scandalo Volkswagen e alla questione delle emissioni reali di guida. Forse si deve ammettere che abbiamo passato gli ultimi dieci anni concentrandosi sulla CO2, trascurando la qualità dell'aria”.

Contemporaneamente al voto del Parlamento europeo, l’Agenzia europea per l’ambiente ha diffuso il rapporto Air quality in Europe – 2016 report, contenente una panoramica e un’analisi della qualità dell’aria in Europa dal 2000 al 2014, basata sui dati delle stazioni di monitoraggio ufficiali di oltre 400 città. Il rapporto mostra che nel 2014 circa l’85% della popolazione urbana nell’Unione europea è stata esposta a concentrazioni di particolato fine PM2,5 a livelli ritenuti dannosi per la salute dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Il rapporto fornisce inoltre nuove stime sugli impatti sanitari dei principali inquinanti atmosferici, sulla base dei dati 2013. L’esposizione al PM2,5 sarebbe responsabile di circa 435.000 morti premature nei 28 Paesi dell’Ue. I il biossido di azoto (NO2) e ozono troposferico (O3) sarebbero responsabili, rispettivamente, di 68.000 e 16.000 morti premature.