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2020-07-10 01:25

Verso la nuova Strategia energetica nazionale

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La commissione ambiente della Camera, dopo aver ascoltato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha approvato una risoluzione sui profili ambientali della Strategia energetica nazionale (SEN), riservandosi di approvarne una seconda, al termine del ciclo di audizioni ancora in corso.

In vista dell’elaborazione della nuova SEN, la risoluzione chiede al governo di “avviare quanto prima un processo partecipativo e consultivo che coinvolga associazioni, rappresentanti del mondo delle imprese, del lavoro e della società civile, che si articoli in due fasi: una prima fase di informazione diffusa sulle problematiche e gli obiettivi della Strategia energetica nazionale e una seconda fase di proposte operative”.

La nuova SEN dovrà avere come orizzonte temporale il 2050 e contenere le indicazioni operative per il 2030, prevedendo “la revisione del sistema di governance nel settore energetico, individuando un soggetto unico in grado di coordinare e semplificare l'insieme delle azioni e delle misure già previste nell'ambito dell'attività dei vari ministeri coinvolti, nonché di altri enti pubblici, per rendere più efficace e produttiva la realizzazione delle diverse azioni”.

Sul piano della fiscalità e degli incentivi, la risoluzione impegna il governo a “definire politiche di decarbonizzazione rafforzate, supportate anche da un'adeguata e coerente fiscalità ambientale, per rendere più convenienti le fonti rinnovabili con incentivi impliciti ai combustibili alternativi e all'efficienza, in grado di sostenere il raggiungimento degli obiettivi europei sull'economia circolare, di rilanciare il sistema degli ETS, rivedendo il sistema delle accise sulla base delle emissioni di CO2”.

La risoluzione chiede che nella pianificazione delle infrastrutture strategiche del paese siano sostenute “misure di mitigazione ambientale e di riforestazione per contribuire, come già accade nelle strategie energetiche di altri Stati membri della Unione europea, alla riduzione e alla cattura della CO2”.

Infine, va tenuto presente quanto detto dal ministro Galletti, che ha prospettato la possibilità che si introducano valori limite di emissione, in particolare per gli impianti a biomassa, differenti a seconda delle varie zone del paese, prevedendo che dove la qualità dell’aria è più critica siano anche più severi di quanto stabilito dalla direttiva europea 2015/2193.