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2021-03-03 11:55

Qualità dell’aria, si avvicina il possibile deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia Ue

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha inviato un ultimo avvertimento a Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito, responsabili di non aver affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento dell'aria per il biossido di azoto (NO2), che costituisce un grave rischio per la salute e la cui maggior parte delle emissioni proviene dal traffico stradale. La Commissione avverte che è necessario compiere maggiori sforzi a livello nazionale, regionale e locale, per adempiere agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50 sulla qualità dell’aria e tutelare la salute pubblica. Se l’Italia e gli altri quattro paesi non lo faranno entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia europea.

Più in dettaglio, il parere motivato inviato dalla Commissione Ue ai cinque paesi riguarda persistenti violazioni dei valori limite per l'NO2 in:

- Germania (28 zone di qualità dell'aria, tra cui Berlino, Amburgo, Monaco e Colonia);

- Francia (19 zone di qualità dell'aria, fra cui Parigi, Marsiglia e Lione);

- Regno Unito (16 zone di qualità dell'aria, tra cui Londra, Birmingham, Leeds e Glasgow);

- Italia (12 zone di qualità dell'aria, tra cui Roma, Milano e Torino);

- Spagna (3 zone di qualità dell'aria, tra cui una che copre Madrid e due Barcellona).

Tra le eventuali misure volte a ridurre le emissioni inquinanti ricordate dalla Commissione Ue, figurano la riduzione globale dei volumi di traffico, i combustibili utilizzati, il passaggio ad autovetture elettriche e/o l'adattamento dei comportamenti al volante. In questo contesto, ridurre le emissioni dei veicoli diesel è un passo importante verso la conformità con gli standard UE in materia di qualità dell'aria.

Il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, si è detto convinto che “la Commissione riconoscerà il nostro cambio di marcia”. In un incontro con i ministeri dei Trasporti, dello Sviluppo economico e delle Politiche agricole, è stata esaminata la possibile assegnazione dell’ecobonus al 65% alle sole caldaie a biomasse che rispondano ad alti criteri di efficienza, come individuati dal Conto Termico 2.0.