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2017-12-17 03:28

Il ministro delle Infrastrutture si impegna a stabilizzare e rafforzare ecobonus e sismabonus

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Dal 1998, quando sono stati istituiti, al 2017, gli ecobonus per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico hanno attivato investimenti pari a 264 miliardi di euro, di cui 229,4 hanno riguardato il recupero edilizio e 34,6 la riqualificazione energetica. Sono stati eseguiti 16 milioni di interventi, il che vuol dire che il 62% delle famiglie (25,9 milioni) ha utilizzato questo strumento. Per questo, il governo intende dare stabilità agli ecobonus, “per i quali finora c’è sempre stata una proroga annuale” e lavorare per far decollare il sismabonus. “A questo riguardo, una delle proposte è unire il bonus sismico al bonus di riqualificazione energetica”. Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, durante un’audizione alla commissione ambiente della Camera sul rafforzamento delle misure per la riqualificazione, la messa in sicurezza e il risparmio energetico del patrimonio edilizio, da inserire nel prossimo disegno di legge di bilancio.

Secondo il ministro, sarà importante prevedere nella prossima legge di bilancio la possibilità di graduare il beneficio ovvero premiare chi fa di più, stabilizzare le misure per gli interventi di peso come quelli sui condomini, allargare l’ecobonus e il sismabonus all’edilizia popolare, estendere al bonus sismico la possibilità di cessione del credito, per gli incapienti, alle banche. “Tra le proposte – ha continuato Delrio -  anche quelle finalizzate a correggere alcuni effetti limitativi come ad esempio l’applicazione dei massimali per i capannoni, che allo stato attuale risulta inadeguata perché non rapportata ai metri quadrati. Rendere completamente detraibile la classificazione del rischio sismico degli edifici su tutto il territorio italiano, potenziare la politica di bonifica dall’amianto, valutare la proroga del bonus mobili e quantificare il costo di queste misure per lo Stato”.

Secondo un dossier dell’Ufficio studi della Camera, una stima dell’impatto sulla finanza pubblica delle misure di incentivazione fiscale attivate nel periodo 1998-2017, elaborata dal CRESME, evidenzia, a fronte di minori introiti conseguenti alla defiscalizzazione stimati in 122,7 miliardi di euro, un gettito fiscale e contributivo in base alla legislazione vigente, per i lavori svolti, pari a 100,0 miliardi di euro, con un saldo totale negativo di 22,7 miliardi di euro, pari a 1,1 miliardi di euro medi annui dal 1998 al 2017.

Tuttavia, se si affina l’analisi, considerando, da un lato, i minori introiti legati agli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica (minori imposte sui consumi di energia) e, dall’altro, la quota di gettito per lo Stato derivante dai consumi e dagli investimenti mobilitati dai redditi aggiuntivi dei nuovi occupati (quota ricavata dalla matrice di contabilità sociale), il risultato finale è differente ed evidenzia un saldo positivo per lo Stato di 8,8 miliardi di euro.

Ampliando il campo della valutazione a tutti gli attori che hanno un ruolo nel sistema in cui si inseriscono le agevolazioni, ossia Stato, famiglie e imprese, si delineerebbe, nel periodo 1998-2017, un saldo per il sistema Paese di oltre 21 miliardi di euro.

Nel periodo 2011-2017, le detrazioni hanno generato direttamente oltre 1,7 milioni di posti di lavoro e 860.000 circa nell'indotto. Nel solo 2017 le stime parlano di 418.431 occupati compreso l'indotto.