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2018-10-23 23:19

Rinvio a tempo indeterminato del Piano per il lupo

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Ancora un rinvio per il “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia” proposto dal ministero dell’Ambiente, dopo che la Conferenza Stato-Regioni del 6 dicembre ha registrato pareri discordi tra le Regioni del Nord e quelle del Sud, anche se l’ultima versione prevede che la decisione sulla possibilità di abbattimento selettivo dei lupi sia rinviata di due anni.

Il Piano prevede varie misure per favorire la convivenza fra lupi e attività agricole. Si va dai recinti elettrificati a procedure più rapide per i rimborsi agli allevatori, alla lotta agli incroci tra cani e lupi. Ma la misura più controversa era quella che, nella bozza originaria, prevedeva come estrema possibilità, e in presenza di un piano regionale approvato dal ministero dell'Ambiente, che si potesse abbattere un numero di animali fino al 5% della popolazione complessiva in Italia. Per superare le opposizioni, nell’ultima stesura il ministero aveva previsto che la decisione sulla possibilità di abbattimento selettivo dei lupi fosse rinviata di due anni.

Prima della riunione della Conferenza, il ministero dell’Ambiente aveva diffuso una nota, affermando che “la nuova stesura del Piano per il lupo è il frutto di un intenso lavoro di mediazione del ministero, che ha accolto larga parte delle richieste pervenute dalle Regioni”, e non approvarlo significherebbe “mantenere una situazione di stallo rispetto alle problematiche territoriali e questo non fa che peggiorare la situazione sul territorio”.

Invece è stato deciso un rinvio a tempo indeterminato visto che, come hanno spiegato il presidente e il vice presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti, “non si sarebbe arrivati a un parere unanime, perché c'è chi è più penalizzato, come le regioni agricole del nord dove il tema è molto sentito, mentre in altre regioni le preoccupazioni degli ambientalisti hanno fatto più breccia. Quindi c'è ancora un po' di lavoro da fare. Incontreremo le associazioni nei prossimi giorni, oggi non c'è accordo tra le Regioni, quindi è inutile andare a disputarsi una questione che è meglio approfondire”.