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2019-08-20 16:50

Consultazione pubblica della Commissione Ue sulla tassazione dei prodotti energetici

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica, che terminerà il 4 giugno, per raccogliere informazioni fattuali, dati, conoscenze e la percezione da parte degli utenti in merito all’applicazione della direttiva 2003/96 sulla tassazione dei prodotti energetici, al fine di valutare se gli attuali livelli di tassazione sono ancora adatti allo scopo, in particolare se garantiscono il corretto funzionamento del mercato interno.

La Commissione Ue ricorda che la direttiva sulla tassazione dell’energia stabilisce i livelli minimi di tassazione per i prodotti utilizzati come carburante per motori o combustibile per riscaldamento e per l’elettricità. Oltre alle aliquote minime, gli Stati membri sono liberi di fissare le loro aliquote nazionali nel modo che ritengono più opportuno.

La direttiva stabilisce anche quali esenzioni e riduzioni sono ammesse per le tariffe standard degli Stati membri e a quali condizioni. Alcune esenzioni sono obbligatorie, come quelle che si applicano ai prodotti energetici e all’elettricità utilizzati per la produzione di energia elettrica. Si applicano anche esenzioni facoltative e riduzioni, per esempio a favore delle imprese a forte consumo di energia. La maggior parte degli Stati membri ha inoltre fatto ricorso alla possibilità di applicare aliquote nazionali differenziate agli stessi prodotti in determinate circostanze o a determinate condizioni, integrando in tal modo i diversi obiettivi politici nella loro politica energetica.

La Commissione Ue osserva che il quadro in materia di accise ha portato alla convergenza delle legislazioni nazionali degli Stati membri dell’Ue, ma deve ancora affrontare una serie di sfide strutturali. Queste sfide riguardano in particolare la creazione di condizioni di parità nel mercato unico e la circolazione dei prodotti energetici all’interno dell’Unione.

Come ricorda l’Ansa, tre anni fa la Commissione Ue ha ritirato una proposta di direttiva presentata nel 2011 che si proponeva di riformare la direttiva del 2003, scindendo l’aliquota minima in due componenti, una basata sulle emissioni di CO2 e l’altra sul contenuto energetico. La proposta era rimasta infatti impantanata a causa dell’impossibilità di trovare un accordo con il Parlamento europeo e gli Stati membri.