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2019-12-13 17:17

Qualità dell’aria, la Commissione Ue deferisce Italia, Francia, Germania, Ungheria, Romania e Regno Unito alla Corte di giustizia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha deciso di deferire Italia, Francia, Germania, Ungheria, Romania e Regno Unito alla Corte di giustizia dell'Ue per il mancato rispetto dei valori limite stabiliti per la qualità dell'aria e per aver omesso di prendere misure appropriate per ridurre al minimo i periodi di superamento. La Commissione sta inoltre inviando lettere di costituzione in mora complementari a Italia, Germania, Lussemburgo e Regno Unito, per aver violato le norme dell'Ue in materia di omologazione dei veicoli.

Questa iniziativa, afferma la Commissione Ue, fa seguito a un vertice ministeriale sulla qualità dell'aria, convocato dal commissario per l’Ambiente Karmenu Vella il 30 gennaio scorso, “come ultimo sforzo per trovare soluzioni atte a contrastare il grave problema dell'inquinamento atmosferico in nove Stati membri. I sei Stati membri in questione non hanno presentato misure credibili, efficaci e tempestive per ridurre l'inquinamento entro i limiti concordati e quanto prima possibile, come richiesto dalla normativa dell'Ue. La Commissione ha pertanto deciso di procedere con un'azione legale”. Per quanto riguarda, invece, Repubblica ceca, Slovacchia e Spagna, secondo la Commissione “le misure in corso di attuazione o previste, come comunicato alla Commissione a seguito del vertice ministeriale sulla qualità dell'aria, sembrano essere in grado di affrontare in modo adeguato le carenze individuate, se correttamente attuate. Per questo motivo la Commissione continuerà a monitorare da vicino l'attuazione di tali misure, nonché la loro efficacia nel porre rimedio alla situazione il più presto possibile”.

Italia, UngheriaRomania sono state deferite alla Corte di giustizia per via dei livelli costantemente elevati di particolato (PM10. Per quanto riguarda l’Italia, in 28 zone di qualità dell'aria, comprese le regioni Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto, i valori limite giornalieri sono stati costantemente superati, arrivando nel 2016 fino a 89 giorni.

Francia, Germania e Regno Unito sono state invece deferite alla Corte di giustizia per il mancato rispetto dei valori limite per il biossido di azoto (NO2), e per aver omesso di prendere le misure appropriate per ridurre al minimo i periodi di superamento.

La Commissione sta anche prendendo ulteriori iniziative, attraverso l’invio di nuove lettere di costituzione in mora a Italia, Germania, Lussemburgo e Regno Unito, nell'ambito delle procedure di infrazione per aver violato le norme dell'Ue in materia di omologazione dei veicoli a motore. La legislazione in materia impone agli Stati membri di disporre di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per scoraggiare i fabbricanti di automobili dal violare la legge. Laddove si verifichi una tale violazione, ad esempio tramite il ricorso ad impianti di manipolazione per ridurre l'efficacia dei sistemi di controllo delle emissioni, occorre mettere in atto misure correttive, quali i richiami, e applicare sanzioni (articoli 30 e 46 della direttiva 2007/46 e l'articolo 13 del regolamento n. 715/2007).

Per quanto riguarda l’Italia, la Commissione ha avviato una procedura di infrazione nel maggio 2017, per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa dell'Ue in materia di omologazione dei veicoli da parte di Fiat Chrysler Automobiles. Nel frattempo, l'Italia ha adottato misure correttive ordinando al gruppo di effettuare un richiamo obbligatorio nell'Unione europea. Ora la Commissione richiede, entro due mesi, informazioni supplementari sulle concrete misure correttive adottate e le sanzioni applicate. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.