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2019-08-18 07:42

Acque reflue urbane, la Commissione Ue dà due mesi di tempo all’Italia e minaccia un nuovo deferimento alla Corte di giustizia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora, contestando al nostro paese di non essersi conformato pienamente alla sentenza della Corte di giustizia dell'Ue del 10 aprile 2014, in cui era stato accertato che l’Italia non ha rispettato gli obblighi previsti dalla direttiva 91/271/CEE, non avendo garantito la raccolta e il trattamento adeguati delle acque reflue urbane. Secondo la direttiva, gli Stati devono provvedere affinché tutti gli agglomerati (città, centri urbani, insediamenti) con una popolazione di oltre 10.000 abitanti, che scaricano acque reflue in aree sensibili, effettuino correttamente la raccolta e il trattamento delle acque reflue urbane.

Secondo la Commissione Ue, nonostante i progressi compiuti dopo la sentenza della Corte, 14 agglomerati non risultano ancora in regola. L’Italia ha due mesi di tempo per rispondere alla Commissione, che poi potrebbe inviare un ultimo richiamo prima di deferire il caso alla Corte e sollecitare l'irrogazione di sanzioni pecuniarie

La Commissione europea ha già deferito l'Italia alla Corte di giustizia dell'Ue nel dicembre 2016 per non aver ottemperato al una precedente sentenza della Corte del 2012, che aveva condannato l’Italia, senza imporre sanzioni, perché le acque reflue urbane di 109 agglomerati (città, centri urbani, insediamenti) non venivano adeguatamente raccolte e trattate. A quattro anni di distanza, la situazione di violazione della direttiva era ancora persistente in 80 agglomerati, dei 109 iniziali e quindi la Commissione Ue ha proposto alla Corte di giustizia di sanzionare pesantemente l’Italia, con una multa forfettaria di 62.699.421,40 euro e un’ammenda giornaliera pari a 346.922,40 euro, qualora la piena conformità non sia raggiunta entro la data in cui la Corte emetterà la sentenza. Gli 80 agglomerati, che contano oltre sei milioni di abitanti, sono situati in sette regioni italiane: 51 in Sicilia, 13 in Calabria, sette in Calabria, tre in Puglia e altrettanti in Liguria, due in Friuli Venezia Giulia e uno in Abruzzo.