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2018-08-18 10:27

Acque reflue urbane, maxi multa della Corte di giustizia europea all’Italia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Corte di Giustizia europea ha condannato l’Italia al pagamento di un multa forfettaria di 25 milioni di euro per non aver ottemperato ad una precedente sentenza della Corte del 2012, che aveva condannato l’Italia, senza imporre sanzioni, perché le acque reflue urbane di 109 agglomerati (città, centri urbani, insediamenti) non venivano adeguatamente raccolte e trattate. Dopo quattro anni, la situazione di violazione della direttiva era ancora persistente in 80 agglomerati, dei 109 iniziali e quindi nel 2016 la Commissione Ue aveva nuovamente deferito l’Italia alla Corte, chiedendo di sanzionarla.

La Corte ha accertato che, dei 109 agglomerati iniziali, sono ancora 74 quelli non in regola con le disposizioni della direttiva e quindi ha condannato l’Italia a pagare, oltre alla multa forfettaria di 25 milioni di euro, una penalità di 30.112.500 euro per ciascun semestre di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie per conformarsi alla sentenza del 2012, penalità che sarà dovuta a partire da oggi sino all’esecuzione integrale della sentenza del 2012, cioè all’adeguamento alla direttiva di tutti i restanti 74 agglomerati.

La sentenza specifica che la sanzione si ridurrà man mano che gli agglomerati saranno adeguati alle prescrizioni della direttiva. Infatti, si legge nella sentenza, l’importo effettivo della penalità “deve essere calcolato alla fine di ciascun periodo di sei mesi riducendo l’importo complessivo relativo a ciascuno di questi periodi di una quota percentuale corrispondente alla percentuale che rappresenta il numero di abitanti equivalenti degli agglomerati i cui sistemi di raccolta e di trattamento delle acque reflue urbane sono stati messi in conformità con quanto statuito dalla sentenza del 19 luglio 2012, Commissione/Italia (C‑565/10, EU:C:2012:476, non pubblicata), alla fine del periodo considerato, in rapporto al numero di abitanti equivalenti degli agglomerati che non dispongono di tali sistemi al giorno della pronuncia della presente sentenza”.

Una nota del ministero dell’Ambiente riassume la situazione dei 124 interventi previsti nei 74 agglomerati oggetto della sanzione, concentrati soprattutto al Sud:

- Abruzzo - 1 intervento (ultimato)

- Liguria -2 agglomerati - 2 interventi (2 in corso)  

- Friuli - 2 agglomerati - 2 interventi (1 in corso, 1 ultimato)

- Puglia - 3 agglomerati - 5 interventi (4 in corso, 1 da avviare)

- Campania - 6 agglomerati - 9 interventi (6 in corso, 3 da avviare)

- Calabria - 13 agglomerati - 16 interventi (5 in corso, 10 da avviare, 1 ultimato)

- Sicilia - 48 agglomerati - 89 interventi (7 in corso, 79 da avviare, 3 ultimati).