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2019-12-06 01:48

Risoluzione del Parlamento europeo per la riduzione a lungo termine delle emissioni di CO2

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Con 369 voti favorevoli, 116 voti contrari e 40 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante, che contiene proposte sulla strategia di riduzione delle emissioni a lungo termine dell'Ue.

Secondo la risoluzione, solo due degli otto scenari ("percorsi") proposti dalla Commissione europea nella sua comunicazione di novembre consentirebbero all'Ue di raggiungere, entro il 2050, l'azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra, sostenendo che questo obiettivo sia l’unico compatibile con gli impegni dell'Unione nel quadro dell'accordo di Parigi sul clima. Gli europarlamentari sostengono la Commissione nel promuovere questi due scenari, sottolineando che per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette nel 2050 nel modo più efficiente in termini di costi sarà necessario innalzare il livello di ambizione per il 2030.

La risoluzione sostiene che la transizione verso un regime a zero emissioni di gas serra, se gestita bene e con l’adeguato sostegno per le regioni, i settori e i cittadini più vulnerabili, può potenzialmente creare 2,1 milioni di posti di lavoro aggiuntivi entro il 2050 nell'Ue. Per sostenere le regioni più colpite dalla decarbonizzazione, come le regioni carbonifere, il Parlamento europeo propone la creazione di un “Fondo per la transizione giusta”.

Secondo la risoluzione, la strategia Ue di azzeramento delle emissioni nette dovrebbe privilegiare la riduzione diretta delle emissioni e il potenziamento dei pozzi di assorbimento e delle riserve naturali dell'Ue, come le foreste, rispetto alle tecnologie di assorbimento del carbonio, che devono ancora essere utilizzate su larga scala e che comporterebbero notevoli rischi per gli ecosistemi, la biodiversità e la sicurezza alimentare.

Il Parlamento europeo sottolinea l'importanza di una politica energetica e climatica stabile e prevedibile, per incoraggiare gli investimenti a lungo termine, e ribadisce la richiesta di destinare una quota minima del 35% delle spese per la ricerca (Orizzonte Europa) a sostegno degli obiettivi climatici.