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2019-05-26 18:23

Secondo riesame dell'attuazione delle politiche ambientali da parte degli Stati Ue

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Dopo quello del 2017, la Commissione europea ha pubblicato il secondo riesame dell'attuazione delle politiche ambientali, che vaglia lo stato delle politiche ambientali e dell'attuazione delle norme in ciascuno Stato membro, oltre a individuare le cause delle lacune nell'attuazione. 

Il pacchetto si compone di 28 relazioni per paese e di una comunicazione con allegato, che trae le conclusioni e definisce le tendenze comuni a livello dell'Ue, nonché raccomandazioni indirizzate a tutti gli Stati membri con le principali azioni prioritarie per progredire. 

Per quanto riguarda l’Italia, la Commissione europea registra “alcuni progressi nella gestione dei rifiuti, con un aumento continuo e costante del riciclaggio e del compostaggio nel corso degli ultimi sette anni. Tuttavia, saranno necessari maggiori sforzi per conformarsi agli obiettivi di riciclaggio dell'UE dopo il 2020. Il governo italiano continua nell'opera di bonifica delle discariche irregolari presenti sul territorio; per alcune delle quali la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) impone, dal 2014, sanzioni economiche all'Italia. L'Italia continua inoltre a essere soggetta a sanzioni dovute all'incapacità di creare una rete appropriata di gestione dei rifiuti in Campania, sebbene la regione abbia compiuto progressi in merito. Sono stati riscontrati passi avanti nello sviluppo di una strategia nazionale di economia circolare e di un piano d'azione sul consumo e sulla produzione sostenibili, alla luce della strategia per lo sviluppo sostenibile del 2017.

Per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche, nonostante la pianificazione e la nomina di un commissario straordinario, sono stati registrati progressi alquanto limitati nella riduzione del numero di agglomerati non conformi alla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, con la conseguente imposizione di sanzioni da parte della CGUE. È necessario continuare a promuovere investimenti nel quadro della pianificazione territoriale (per ridurre l'impermeabilizzazione del suolo) e per garantire il controllo delle inondazioni.

Per quel che riguarda la qualità dell'aria, sono stati registrati progressi limitati nella riduzione delle emissioni totali; per tale ragione, sono stati conclusi accordi tra il governo nazionale e le amministrazioni regionali. Tali accordi hanno incluso misure di pianificazione (come le zone a traffico limitato), incentivi fiscali e miglioramenti tecnici ai veicoli. Tuttavia, nel 2016 e nel 2017 sono stati registrati superamenti della soglia dei valori di particolato e di NO2. La ragione principale dei superamenti è legata all'alta incidenza del traffico stradale in Italia, con più dell'80 % degli spostamenti realizzati tramite veicoli privati, nonché ai metodi di combustione inefficienti in ambienti domestici. È inoltre necessario compiere progressi nella riduzione delle sovvenzioni ai veicoli aziendali, nel garantire parità tra il prezzo della benzina e quello del diesel, nonché nell'investimento in modi di trasporto più sostenibili.

Nell'ambito della rete Natura 2000 restano ancora da designare alcune zone speciali di conservazione. È inoltre necessario migliorare lo stato di conservazione degli habitat e delle specie di interesse unionale, attuando pienamente gli strumenti messi a disposizione da Natura 2000, utilizzando i quadri regionali di azione prioritaria per una migliore integrazione dei fondi UE, e pianificando gli investimenti in modo più strategico.

Il riesame dell'attuazione delle politiche ambientali del 2019 evidenzia che l'Italia potrebbe garantire un uso più efficiente dei fondi UE e delle opportunità di accesso ai prestiti, evitando la riassegnazione del bilancio destinato all'ambiente ad altri settori e incrementando l'assorbimento dei fondi tramite attività mirate di sviluppo delle capacità”.