Oggi:

2019-07-22 17:18

Relazione della Commissione Ue sullo stato dell’Unione dell’energia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Commissione europea ha pubblicato la Quarta relazione sullo stato dell'Unione dell'energia, corredata di due documenti che illustrano i progressi compiuti nel campo delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica

La Commissione Ue osserva che “le emissioni di gas a effetto serra e il consumo di energia sono sempre più disaccoppiati dalla crescita economica. È in corso la transizione verso un'economia moderna, a basse emissioni di carbonio ed efficiente sotto il profilo energetico e l'Europa è su un percorso credibile verso il rispetto degli impegni assunti con l'accordo di Parigi”.

“Dal 1990 le emissioni sono diminuite in tutti i settori economici, ad eccezione dei trasporti. Il calo più marcato riguarda le emissioni derivanti dall'approvvigionamento energetico. La crescita economica è meno dipendente dal consumo di energia. Sia la produttività energetica che l'intensità delle emissioni di gas a effetto serra del consumo energetico sono costantemente migliorate nell'Ue, soprattutto grazie alle misure di efficienza energetica degli Stati membri.”

In merito all’efficienza energetica, la relazione osserva che, sebbene l'obiettivo per il 2020 sia “ancora raggiungibile, il continuo aumento del consumo di energia potrebbe compromettere il suo conseguimento. Per questo motivo la Commissione europea ha istituito una task force con gli Stati membri per mobilitare gli sforzi e sfruttare appieno il potenziale di efficienza energetica”.

Per quanto riguarda le rinnovabili, la Commissione Ue afferma che il settore “ha continuato a registrare una forte crescita, ma con uno sviluppo disuguale. Dal 2014 la quota di energia rinnovabile nel mix energetico dell'Ue è notevolmente aumentata, raggiungendo il 17,5 % nel 2017. Gli investimenti in energia rinnovabile sono sempre più condizionati da decisioni di mercato e gli Stati membri sostengono sempre più spesso le rinnovabili attraverso gare d'appalto e garantiscono che gli impianti di energia rinnovabile siano integrati nel mercato dell'energia elettrica, come imposto dalle norme in materia di aiuti di Stato. Ciò ha comportato una notevole riduzione dei costi della diffusione delle rinnovabili. Tuttavia, la penetrazione dell'energia rinnovabile varia da un settore all'altro, raggiungendo il 30,8 % nel settore dell'energia elettrica, ma solo il 19,5 % nel settore del riscaldamento e del raffrescamento e il 7,6 % nel settore dei trasporti. Inoltre, il ritmo di aumento della quota di energia rinnovabile ha subito un rallentamento dal 2014. Sebbene l'Ue sia sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020 in materia di energia rinnovabile, è necessario intensificare gli sforzi per essere certi di poter conseguire gli obiettivi per il 2030”.

Sulle difficoltà della transizione energetica e climatica, la Commissione Ue afferma che essa “sta già giovando all'economia e promuovendo la creazione di posti di lavoro, e il suo potenziale non è ancora esaurito”. Tuttavia, “pur giovando alla maggior parte delle persone e delle regioni, è innegabile che in alcuni casi la transizione ponga delle sfide sociali. Le misure fiscali o di regolamentazione, ad esempio, possono avere effetti regressivi indesiderati che rischiano di esacerbare la povertà energetica. Esiste anche il rischio di una distribuzione disomogenea dei benefici della transizione: mentre per la maggior parte dei settori, delle regioni e dei gruppi di popolazione essa comporterà una crescita significativa, altri potrebbero aver bisogno di aiuto per adattarvisi”.