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2019-09-22 04:29

In Senato il ddl per il contrasto all’obsolescenza programmata

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La commissione industria del Senato ha iniziato l’esame in sede redigente del disegno di legge del M5S, primo firmatario Gianluca Castaldi, che prevede modifiche al Codice del consumo e altre disposizioni per il contrasto dell'obsolescenza programmata dei beni di consumo.

Sintetizzando la relazione di accompagnamento, il relatore Paolo Ripamonti (Lega) ha spiegato che il disegno di legge mira a contrastare una prassi scorretta dei produttori di beni di consumo che programmano l'invecchiamento del prodotto così da renderlo quasi inutile dopo un determinato periodo. Lo scopo è quello di fare in modo che un prodotto debba essere sostituito a scadenza, in modo da impedire un calo delle vendite.

Come ricordato nella relazione di accompagnamento, il primo caso di obsolescenza programmata risale all'inizio del XX secolo, quando i produttori di lampadine a incandescenza (Philips e General Electric) fecero cartello e decisero di ridurre la durata della luce, portandola da 2500 a 1000 ore. Attraverso l'obsolescenza programmata si amplia il mercato in senso intensivo e si genera un consumo più rapido, perpetuando la logica del bene di consumo «usa e getta», generando prodotti più scadenti e quindi provocando un costante incremento di rifiuti di varia natura, molti dei quali di difficile smaltimento.

Il provvedimento, composto di nove articoli, definisce il concetto di obsolescenza programmata, stabilisce i diritti del consumatore, individua obblighi e divieti per il produttore, introduce tra gli obblighi generali anche la durata di vita dei beni di consumo, amplia i contenuti informativi generali concernenti i beni di consumo, aumenta la validità della garanzia legale (per difetti o vizi di conformità) dei beni di consumo, stabilisce regole generali sulla fornitura delle parti di ricambio, prevede che il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu) promuova studi, ricerche e conferenze sulle conseguenze derivanti dalla pratica dell'obsolescenza programmata. Da ultimo, l'articolo 9 stabilisce le sanzioni.