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2020-07-13 17:07

Investimenti sostenibili, grandi movimenti e corsa per rientrarvi

QUEL CHE C’È DA SAPERE

L'Unione europea ha lanciato la Piattaforma internazionale sulla finanza sostenibile (IPSF) insieme a Cina, India, Argentina, Canada, Cile, Kenya e Marocco, che hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, alla presenza di Kristalina Georgieva, direttore operativo del Fondo monetario internazionale.

Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha spiegato che la Piattaforma “fungerà da forum per facilitare gli scambi e, ove pertinente, coordinare gli sforzi su iniziative e approcci alla finanza ecologicamente sostenibile, nel rispetto dei contesti nazionali e regionali. Si concentrerà su iniziative sostenibili dal punto di vista ambientale, in particolare nei settori delle tassonomie, delle informazioni, degli standard e delle etichette, che sono fondamentali per gli investitori per identificare e cogliere le opportunità di investimento verde in tutto il mondo”.

E proprio sulla tassonomia si è registrato uno scontro all’interno della Banca europea degli investimenti (Bei), con Germania e paesi dell’Est che hanno costretto a rinviare al 14 novembre il voto sulla “nuova politica di prestiti energetici”, smettendo di finanziare qualunque progetto o attività riguardante le fonti di energia fossili a partire dalla fine del 2020 e concentrandosi invece sulle energie rinnovabili e sull’economia “low carbon”.

Come riportano l’agenzia askanews ed Euractiv, vi sono forti divisioni fra gli Stati membri sulla scelta radicale della Bei, che è sostenuta soprattutto dai paesi nordici, dalla Francia e dalla Spagna. La osteggiano, invece, i paesi dell’Est, fortemente dipendenti dalle fonti fossili, ma anche la Germania, preoccupata per lo stop ai finanziamenti al gas. Il gas è una fonte di transizione su cui i tedeschi contano molto per la sostituzione, nei prossimi anni, del carbone da loro ancora fortemente utilizzato. Restano da convincere anche l’Italia e la Grecia, che hanno interesse nella realizzazione di alcuni gasdotti co-finanziati dall’Ue.

E l’industria del gas va all’attacco, dopo che a fine settembre il Consiglio dell’Ue ha dato il via libera alla sua proposta di tassonomia degli investimenti sostenibili, facendovi rientrare il nucleare, con grande delusione di Austria, Germania e Lussemburgo, come riferisce Euractiv.

Ora l’industria del gas chiede che siano classificati come sostenibili anche gli investimenti di conversione delle centrali elettriche dal carbone al gas, sostenendo che la conversione di tali impianti in gas naturale può ridurre considerevolmente la loro impronta di carbonio a breve termine, anche se in futuro saranno necessarie altre tecnologie per portare le emissioni fino a zero.