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2019-12-07 07:46

Agenzia europea per l’ambiente: emissioni di gas serra in calo nel 2018 ma l’efficienza energetica è troppo debole

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Secondo le stime preliminari pubblicate dall'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), nel 2018 l’Ue ha ridotto le emissioni di gas serra del 2%, portando a una riduzione totale del 23,2% rispetto ai livelli del 1990 e quindi superando l’obiettivo di riduzione del 20% entro il 2020.

Tra il 2017 e il 2018 le emissioni totali da impianti fissi sono diminuite del 4,1%, grazie in particolare al ridotto utilizzo di carbone nelle centrali elettriche. Al contrario, le emissioni delle compagnie aeree hanno continuato ad aumentare, del 4,0% nel 2018, a causa della crescente domanda di viaggi aerei.

L'Aea stima che il consumo finale di energia - energia consumata dagli utenti finali - nell'Ue nel 2018 sia cresciuto per il quarto anno consecutivo, dello 0,1%. Questa tendenza generale, definita “preoccupante” dall’Aea, è prevalente negli edifici, dove il consumo finale di energia è aumentato dell'8,3% dal 2014 al 2017 e nei trasporti, in cui l'incremento è stato del 5,8% nello stesso periodo. Nel frattempo, le stime indicano che il consumo di energia primaria - domanda totale di energia - è diminuito dello 0,9% nel 2018.

Con queste tendenze, afferma l’Aea, “il raggiungimento dell'obiettivo di efficienza energetica per il 2020 appare sempre più difficile. Inoltre, per raggiungere l'obiettivo del 2030 di riduzioni del 32,5%, il consumo di energia dell'Ue deve diminuire più del doppio rispetto al 2005-2017. Nonostante le tendenze generali e il rischio di perdere l'obiettivo di efficienza energetica 2020 a livello dell'Ue, un numero di Stati membri ha dimostrato notevoli progressi in questo settore”.

Per quanto riguarda il sistema dei trasporti, l’Aea sottolinea che, come negli anni precedenti, “nel 2018 il settore dei trasporti continua a destare particolare preoccupazione per l'aumento delle emissioni di gas a effetto serra, il basso assorbimento delle fonti di energia rinnovabile e l'insufficiente riduzione delle emissioni del ciclo di vita dei carburanti per i trasporti”.

Per quanto riguarda l'obiettivo di una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005, l’Aea osserva che le proiezioni degli Stati membri non sono ancora in linea con tale obiettivo. Le attuali politiche degli Stati membri possono offrire solo una riduzione del 30% entro il 2030, mentre l'attuazione di tutte le politiche previste segnalate potrebbe portare la riduzione totale al 36%.

Sulla base delle relazioni pubblicate dall’Aea per il 2019, solo la Grecia, il Portogallo e la Svezia prevedono di raggiungere in tempo i loro obiettivi di condivisione degli sforzi per il 2030 con le attuali politiche e misure in atto. Altri sette Stati membri (Italia, Belgio, Croazia, Francia, Ungheria, Slovacchia e Spagna) progettano di raggiungere i propri obiettivi con politiche aggiuntive.

Per quanto riguarda il sistema di scambio di quote di emissioni dell'Ue (ETS), nel 2018 sono state messe all'asta meno quote di emissione dell'Ue, ma i ricavi di tali aste sono aumentati da 5,5 miliardi di EUR a 14,1 miliardi di EUR, a causa dell'aumento del prezzo medio delle quote da 5,8 euro per tonnellata nel 2017 a 15,5 euro per tonnellata nel 2018.