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2020-06-05 21:03

Sviluppo sostenibile, le relazioni sui singoli Stati della Commissione Ue

QUEL CHE C'È DA SAPERE

La Commissione europea ha pubblicato le relazioni in cui fa il punto dei progressi compiuti dagli Stati membri nel perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, evidenziando le politiche macroeconomiche e occupazionali che possono contribuire a tal fine. Le relazioni analizzano anche le sfide e le possibilità che la transizione climatica ed energetica apre a ciascun paese, indicando le priorità a cui destinare il sostegno del Fondo per una transizione giusta.

Nella relazione riguardante l’Italia , la Commissione Ue scrive che il nostro paese registra buoni risultati per quanto riguarda una serie di parametri chiave di sostenibilità ambientale e sta compiendo passi avanti nella maggior parte degli indici connessi ai cambiamenti climatici. “Ad esempio, tra il 2005 e il 2018 l'Italia ha ridotto del 18% le proprie emissioni di gas a effetto serra in settori non coperti dal sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) dell'Ue e il totale delle emissioni di gas a effetto serra pro capite, espresso in tonnellate equivalenti, è significativamente inferiore alla media dell'Ue. Tuttavia, mentre le imprese sembrano aver adottato maggiori misure per affrontare le problematiche ambientali, sarà fondamentale migliorare l'efficienza energetica delle famiglie”.

La Commissione europea afferma che in Italia il Fondo per una transizione giusta, collegato al Green Deal europeo, “può sostenere la transizione industriale verso la riduzione dell'uso del carbone”, e cita le miniere della Sardegna, l’ex-Ilva e la centrale a carbone in Puglia. “Alcune misure potrebbero sostenere le Pmi e la riconversione professionale con una strategia locale integrata che includa la decontaminazione e la riqualificazione urbana.”

Nella relazione sull’Italia, la Commissione europea fa queste considerazioni in relazione alle materie ambientali.

Per quanto riguarda le emissioni di gas a effetto serra nei settori che non rientrano nel sistema di scambio delle quote di emissione dell'Ue, la Commissione europea scrive che “L'Italia è sulla buona strada per conseguire il suo obiettivo” per il 2020. “Secondo le proiezioni presentate nel 2019, entro il 2020 l'Italia avrà ridotto le proprie emissioni del 20%, superando quindi il proprio obiettivo di 7 punti percentuali. Già nel 2018, secondo i dati preliminari, le emissioni sono state ridotte del 18% rispetto all'obiettivo intermedio del 12 % (vale a dire con un margine di 6 punti percentuali)”.

Con una quota pari al 17,78 % nel 2018, l'Italia rimane al di sopra del proprio obiettivo in materia di energie rinnovabili per il 2020 (17%). Tuttavia, scrive la Commissione europea, “Rispetto allo scorso anno la quota di energie rinnovabili è diminuita per la prima volta dal 2004. Nello stesso periodo, solo la quota delle energie rinnovabili nel settore dei trasporti è leggermente aumentata. Sono pertanto necessari ulteriori sforzi in tutti i settori al fine di garantire una crescita costante delle energie rinnovabili e il raggiungimento degli obiettivi per il 2020 e il 2030”.

Per quanto riguarda l’efficienza energetica, la Commissione europea ricorda che l'obiettivo di consumo di energia dell'Italia per il 2020 è di 158 Mtep espresso in consumo di energia primaria (124 Mtep espresso in consumo di energia finale). La Commissione osserva che “L’ obiettivo è stato fissato a un livello tale da consentire l'aumento del consumo dell'energia nei prossimi anni”. Dopo la crescita del consumo di energia sia primaria che finale nel periodo 2013- 2014, il consumo di energia nel paese è diminuito tra il 2015 e il 2016. Lo scorso anno, il consumo di energia primaria ha registrato nuovamente una leggera diminuzione, passando da 148,94 Mtep nel 2017 a 147,5 Mtep nel 2018. Il consumo finale di energia è tuttavia aumentato lievemente da 115,2 Mtep nel 2017 a 116,5 Mtep nel 2018. Secondo la Commissione Ue, “Alla luce della possibile ripresa economica in Italia e della recente tendenza al rialzo del consumo di energia finale, sono necessari ulteriori sforzi per rimanere entro i livelli stabiliti per il conseguimento dell'obiettivo di efficienza energetica del 2020 e in vista dei nuovi obiettivi per il 2030”.