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2020-10-01 21:09

Inquinamento atmosferico e virus, un modello non sostenibile

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 25 marzo l’Agenzia europea dell’ambiente ha pubblicato alcuni dati provenienti dalle centraline diffuse sul territorio degli Stati Ue, che mostrano la forte riduzione dell’inquinamento atmosferico e in particolare del biossido d’azoto (NO2) conseguente alle misure restrittive adottate per combattere la pandemia di coronavirus, che hanno comportato una forte riduzione del traffico automobilistico e di altre attività.

A Milano le concentrazioni medie di NO2 nelle ultime quattro settimane sono state inferiori di almeno il 24% rispetto alle quattro settimane precedenti quest'anno, mentre a Roma sono state inferiori del 26-36%,

La concentrazione media di NO2 durante la settimana del 16-22 marzo a Milano è stata del 21% inferiore rispetto alla stessa settimana del 2019, mentre a Bergamo è stata del 47%

Tendenze simili si possono vedere in altre città europee in cui sono state adottate misure di blocco durante la settimana del 16-22 marzo.

A Barcellona, i livelli medi di NO2 sono diminuiti del 40% da una settimana a quella successiva, mentre a Madrid la riduzione è stata del 56% e a Lisbona del 40%. Rispetto alla stessa settimana del 2019, a Barcellona la riduzione è stata del 55%, a Madrid del 41% e a Lisbona del 51%.

“I dati dell'Aea mostrano un quadro accurato del calo dell'inquinamento atmosferico, soprattutto a causa della riduzione del traffico nelle città”, ha commentato il direttore esecutivo dell’Agenzia, Hans Bruyninck. “Tuttavia, affrontare i problemi di qualità dell'aria a lungo termine richiede politiche ambiziose e investimenti lungimiranti. In quanto tale, l'attuale crisi e i suoi molteplici impatti sulla nostra società lavorano contro ciò che stiamo cercando di raggiungere, che è una transizione giusta e ben gestita verso una società resiliente e sostenibile”.

polveri aerodisperse possibile veicolo di contagio da virus

Salve,
ho trasmesso a Prima Pagina RADIO 3 il riferimento allegato per suffragare con evidenze scientifiche un mio intervento (dedotto da mie pregresse conoscenze ed esperienze professionali) del 15 marzo con il conduttore Stefano Zurlo nel quale ho sollevato l' ipotesi in oggetto che fu poi la mattina stessa definita destituita di fondamento scientifico a Radio 3 Scienza da un virologo dello Spallanzani.
Il tema si ricollega a quanto riportato nell'articolo
Nella situazione attuale creare ulteriore allarme al pubblico potrebbe essere negativo.
Penso invece che questo debba essere argomento di possibile approfondimento per il il Comitato Scientifico di riferimento governativo al quale non ho facoltà (per loro fortuna!) di accesso che invece penso lsia nelle possibilità della nostra Associazione

https://www.ilsole24ore.com/art/l-inquinamento-particolato-ha-agevolato-...

PS ho poi trovato anche questo position paper della Società Italiana di Medicina per l'Ambiente
http://www.simaonlus.it/wpsima/wp-content/uploads/2020/03/COVID19_Positi...

Un cordialde saluto
Uranio