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2020-05-26 14:04

Corte dei conti europea sulla sicurezza nucleare: la Commissione Ue deve aggiornarsi

QUEL CHE C'È DA SAPERE

La Corte dei conti europea ha pubblicato una relazione intitolata La Commissione contribuisce alla sicurezza nucleare nell’UE, ma occorrono aggiornamenti, che esamina le attività svolte dalla Commissione in forza del trattato Euratom, senza entrare nel merito del quadro internazionale di sicurezza nucleare o della sua applicazione negli Stati membri, e senza analizzare gli aspetti tecnici della sicurezza nucleare. Infatti, osserva la Corte, benché la sicurezza nucleare spetti in generale agli Stati membri dell’Ue che si avvalgono dell’energia nucleare, anche la Commissione europea ha competenze specifiche in materia, specie in termini di normativa e vigilanza

Alla fine del 2019 erano attivi nell’Ue 124 reattori nucleari in 14 Stati membri (tra cui il Regno Unito). Quattro di questi Stati hanno nuovi reattori in costruzione.

La Corte ha esaminato le verifiche eseguite dalla Commissione sull’attuazione, da parte degli Stati, di tre recenti direttive Euratom: la direttiva sui rifiuti radioattivi e sul combustibile esaurito, la direttiva modificata sulla sicurezza nucleare e la direttiva sulle norme fondamentali di sicurezza. Per quanto riguarda queste ultime due direttive, molti Stati, al momento dell’audit, avevano notificato alla Commissione le proprie misure di attuazione entro il termine stabilito. Non tutti, invece, avevano attuato correttamente la direttiva sui rifiuti radioattivi e sul combustibile esaurito, per cui la Commissione ha avviato 15 procedure di infrazione, per la maggior parte ancora pendenti al momento dell’audit.

Quindi, secondo la Corte dei conti europea “la Commissione ha assolto in generale gli obblighi che le incombono in materia di sicurezza nucleare. La Corte, tuttavia, raccomanda un aggiornamento del quadro giuridico, dei metodi e delle procedure attualmente applicati per valutare il recepimento delle direttive Euratom, formulare pareri sugli investimenti nucleari e verificare gli impianti di monitoraggio della radioattività”.