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2020-06-05 20:49

Tredici ministri dell’Ambiente Ue chiedono che il Green Deal rimanga centrale per la ripresa post coronavirus

QUEL CHE C'È DA SAPERE

“La crisi COVID-19 ci insegna che agire tempestivamente è essenziale. Pertanto, dobbiamo mantenere lo slancio e il livello di ambizione al fine di mitigare i rischi e i costi dell'inazione sul fronte dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità.

Non possiamo permetterci battute d'arresto che possono avere effetti disastrosi sul nostro clima, sulla biodiversità e sull’ambiente, nonché sulla salute umana e sull’economia. Queste crisi ci hanno ricordato che le risposte devono essere trovate in modo concertato attraverso una risposta europea comune.

La capacità di azione dell'Ue dipende in gran parte dalla nostra capacità di lavorare insieme in modo solidale per costruire un ponte tra la lotta contro il COVID-19 e quella contro la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico.”

È quanto scrivono tredici ministri dell’Ambiente dell’Ue, tra cui Sergio Costa, in un documento pubblicato sul sito Climate Home News (in italiano qui), in cui accolgono “con grande favore che i Capi di Stato e di Governo il 26 marzo abbiano invitato la Commissione a iniziare a lavorare su un piano globale di ripresa dell'UE che comprenda la transizione verde e la trasformazione digitale.

Chiediamo alla Commissione di utilizzare il Green Deal europeo quale quadro di riferimento per questo esercizio e quindi di continuare il percorso di attuazione delle iniziative ivi previste.

Il Green Deal costituisce una nuova strategia di crescita per l'Ue, che offrirà benefici volti sia a stimolare le economie e creare posti di lavoro sia ad accelerare una transizione verde in modo sostenibile ed economico”.

Il documento è stato pubblicato il 9 aprile, con le firme dei ministri di dieci Paesi: Austria, Danimarca, Finlandia, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia. Successivamente si sono aggiunti i ministri di Francia, Germania e Grecia.