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2020-06-05 20:09

Via libera del parlamento al decreto legislativo per l’efficienza energetica nell’edilizia

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Le commissioni industria del Senato e attività produttive della Camera hanno espresso parere positivo, contraria la Lega, sullo schema di decreto legislativo presentato dal governo per recepire la direttiva europea 2018/844 sull’efficienza e la prestazione energetica nell’edilizia, che modifica le precedenti del 2010 e del 2012.

Lo schema di decreto tende a promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici, tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, nonché delle prescrizioni relative al clima degli ambienti interni e all'efficacia sotto il profilo dei costi delle azioni previste e ottimizzando il rapporto tra oneri e benefici per la collettività.  In particolare prevede: l'integrazione negli edifici di impianti tecnici per l'edilizia e di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici e la strategia di lungo termine per la ristrutturazione del parco immobiliare nazionale entro il 2050; la promozione delle competenze e della formazione nei settori edile e dell'efficienza energetica; modifiche alla disciplina sull'attestato di prestazione energetica.

Entrambe le commissioni parlamentari hanno espresso parere favorevole, formulando alcune osservazioni, tra cui quelle in materia di informazioni a disposizione dei cittadini, delle imprese e della PA; l'opportunità di avviare campagne istituzionali su base nazionale per informare cittadini, imprese e Pubblica amministrazione sui risparmi finanziari, il maggiore benessere e comfort, e il minor consumo di energia degli interventi di riqualificazione.

Inoltre, viene chiesto che all’art. 7, dove si dispone che il monitoraggio dei risparmi energetici perseguiti o conseguiti è effettuato dalla medesima autorità che concede gli incentivi tenendo conto di vari criteri tra cui “la prestazione energetica dell'apparecchiatura o del materiale utilizzato per la ristrutturazione”,  sia aggiunto un ulteriore criterio e cioè “la riduzione dell'impronta di carbonio generata dal ciclo di vita del materiale impiegato o il minore livello di energia grigia degli inerti riciclati utilizzati per la ristrutturazione”.