Oggi:

2020-08-04 04:30

Rapporto della Bei sugli investimenti delle aziende nell'efficienza energetica nell'Ue e negli Usa

QUEL CHE C'È DA SAPERE

La Banca europea degli investimenti (Bei) ha pubblicato un rapporto contenente una panoramica sugli investimenti delle imprese in misure di efficienza energetica e sul ruolo dei vari fattori nelle loro decisioni. Il rapporto, Going Green – Who invests in energy efficiency, and why it matters, si basa sui dati dell'indagine annuale della Bei sugli investimenti aziendali e il finanziamento degli investimenti (EIBIS), che ha coinvolto circa 12.500 imprese in tutta l'Ue a 27 e nel Regno Unito, e poco più di 800 imprese negli Stati Uniti.

Nel 2019, oltre il 40% delle imprese dell'Ue ha adottato misure per migliorare l'efficienza energetica, mostrando un aumento rispetto ai risultati del 2018. In particolare, l'industria manifatturiera, settore ad alta intensità energetica, ha presentato la quota più elevata di imprese che investono in efficienza energetica (43%), seguita da infrastrutture (37%) e servizi (30%). La percentuale più bassa (25%) di imprese che investono in efficienza energetica si registra nel settore delle costruzioni. Tra le grandi aziende la probabilità di investire in efficienza energetica è doppia rispetto alle Pmi.

Le preoccupazioni relative ai costi energetici stanno diventando un fattore determinante per le decisioni di investimento delle imprese dell'Ue.

Nel 2019, quasi un terzo delle aziende europee afferma che i costi energetici rappresentano un grave ostacolo agli investimenti. Nel 2016 questa percentuale era di un quinto.

Negli Stati Uniti la preoccupazione per i costi energetici è minore e riguarda solo circa un decimo delle aziende. Secondo la Bei, questo è probabilmente dovuto al fatto che il gas di scisto ha provocato una pressione al ribasso sui prezzi nazionali dell'energia.

La Bei evidenzia come il potenziale non sfruttato di risparmio energetico sia elevato, in quanto le imprese dell'Ue considerano il loro patrimonio edilizio di qualità relativamente bassa.

Le imprese dell'Ue considerano che un terzo del loro patrimonio edilizio commerciale rispetti o superi gli attuali standard di efficienza energetica, che sono più elevati rispetto agli Stati Uniti. Tuttavia, dal 2016 la percezione delle imprese sulla qualità del proprio patrimonio edilizio è peggiorata. Secondo la Bei, ciò sembra suggerire che la maggior parte del patrimonio edilizio esistente in Europa potrebbe non soddisfare ancora i requisiti di prestazione energetica recentemente adottati nella direttiva sulla prestazione energetica e nella direttiva sull'efficienza energetica e che assisteremo al miglioramento del patrimonio edilizio aziendale man mano che verrà portato ai nuovi standard.