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2020-12-05 23:34

Inquinamento atmosferico, la Commissione Ue avvia una procedura di infrazione contro l’Italia

QUEL CHE C'È DA SAPERE

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia per non aver adottato il programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico e non averlo comunicato alla Commissione, come previsto dalla direttiva (UE) 2016/2284 concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici (direttiva NEC), recepita dall’Italia con il decreto legislativo 30 maggio 2018, n.81.

La direttiva, che stabilisce impegni nazionali di riduzione delle emissioni, mira ad ottenere livelli di qualità dell'aria che non comportino significativi impatti negativi e rischi per la salute umana e l'ambiente. Gli Stati membri devono adottare programmi di controllo dell'inquinamento atmosferico nei quali definiscono le modalità per il raggiungimento delle riduzioni concordate delle loro emissioni annuali.

In base alla direttiva, gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni annue di biossido di zolfo (S02), ossidi di azoto (NOX), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e particolato fine (PM2,5) si applicano dal 2020 al 2029 e a partire dal 2030 e sono indicati nell'Allegato II della direttiva. In particolare gli obiettivi di riduzione per l'Italia, rispetto al 2005, sono i seguenti:

  • SO2: -35% (2020) e -71% (2030)
  • NOX: -40% (2020) e -65% (2030)
  • CVNM: -35% (2020) e -46% (2030)
  • NH3: -5% (2020) e -16% (2030)
  • PM2,5: -10% (2020) e -40% (2030).

La direttiva prevede che entro il 2025 dovranno essere rispettati dei livelli intermedi da fissare secondo una traiettoria lineare di riduzione stabilita tra i livelli previsti per il 2020 e il 2030, concedendo agli Stati membri la possibilità di discostarsi da tale traiettoria se ciò non è economicamente o tecnicamente più efficiente, a condizione che dal 2025 la traiettoria torni a convergere con quella lineare senza pregiudicare gli impegni al 2030.

Gli Stati membri avrebbero dovuto adottare e presentare i loro primi programmi nazionali di controllo dell'inquinamento atmosferico alla Commissione entro il 1° aprile 2019. Nonostante diversi solleciti, l'Italia, così come il Lussemburgo, non ha finora ottemperato a questo obbligo. La Commissione ha pertanto deciso di inviare una lettera di costituzione in mora, concedendo tre mesi per l'adozione del programma. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Il ministero dell’Ambiente ha fatto sapere che “il piano è stato trasmesso alla Commissione Europea nei tempi previsti e verrà confermato nella sua versione definitiva a chiusura della procedura di Vas, obbligatoria per tale tipologia di piano, prevista entro la fine dell’anno”.