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2020-10-29 11:54

“Rivoluzione verde e transizione ecologica” nelle linee guida per il Piano nazionale per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Le commissioni bilancio e politiche dell’Unione europea del Senato hanno iniziato l’esame delle linee guida per il Piano nazionale per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza"(PNRR), previsto dal Next Generation EU.

Nelle linee guida si afferma che:

Gli assi portanti e prioritari del PNRR saranno la transizione verde e digitale del Paese, ai quali saranno destinate la maggior parte delle risorse disponibili nello strumento di riprese e resilienza, in linea anche con le indicazioni della Commissione.

Si tratta di una graduale ma effettiva trasformazione dell’economia del nostro Paese che non potrà realizzarsi senza una forte spinta proveniente dagli investimenti pubblici, 12 unitamente al rafforzamento degli incentivi agli investimenti privati, che dovrà produrre un salto di qualità nelle dotazioni infrastrutturali del Paese.

Le sei missioni in cui si articolerà il PNRR rappresentano aree “tematiche” strutturali di intervento. A loro volta le missioni sono suddivise in cluster (insiemi) di progetti omogenei e funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo.

Le sei missioni sono:

 1. Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo

2. Rivoluzione verde e transizione ecologica

3. Infrastrutture per la mobilità

4. Istruzione, formazione, ricerca e cultura

5. Equità sociale, di genere e territoriale

6. Salute.

La missione inerente la rivoluzione verde e la transizione ecologica, richiede che l’Italia, che pure ha registrato progressi nella riduzione delle emissioni di gas serra, nell’aumento della quota di energia soddisfatta con fonti rinnovabili e nel miglioramento dell’efficienza energetica, intensifichi il proprio impegno per far fronte ai nuovi più ambiziosi obiettivi europei di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, fissati dallo European Green Deal. Questa modifica strutturale del nostro sistema energetico aiuterà anche la riduzione dell’inquinamento locale: il 3,3 per cento della popolazione vive in aree dove sono superati i limiti delle sostanze inquinanti presenti nell’aria fissati dalle direttive europee. Anche l’inquinamento del suolo e delle acque è elevato, soprattutto nella pianura padana. Andranno anche mitigate le conseguenze dei cambiamenti climatici che mettono a rischio la disponibilità idrica per tutti gli usi, accrescono la frequenza e l’intensità degli eventi idrogeologici con ricadute sul sistema produttivo e sulle famiglie.

Nell’ambito di questa missione, il governo punterà a favorire la realizzazione di un ampio programma di investimenti al fine di conseguire gli obiettivi dello European Green Deal. Gli investimenti dovranno mirare alla de-carbonizzazione del settore energetico attraverso il potenziamento delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, una drastica ridefinizione del settore dei trasporti (partendo dalle linee delineate dal PNIEC) e il miglioramento della qualità dell’aria, oltre al potenziamento delle fonti rinnovabili. Un ruolo importante avrà l’adozione di piani urbani per il miglioramento della qualità dell’aria e per la forestazione urbana, anche per il loro impatto sulla qualità della vita dei cittadini. Per favorire i processi di transizione e il raggiungimento dei target del Green Deal Europeo andranno anche create infrastrutture che favoriscano una graduale decarbonizzazione dei trasporti e la mobilità di nuova generazione. Al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati, dei fabbricati produttivi rurali, degli stabilimenti produttivi, e delle strutture sanitarie andrà affiancata anche una loro messa in sicurezza che ne accresca la resilienza rispetto agli eventi naturali.

Altri interventi riguarderanno una gestione accorta delle risorse naturali, la promozione dell’economia circolare e misure per accrescere la resilienza ai cambiamenti climatici: dalla gestione integrata del ciclo delle acque e dei rifiuti al miglioramento dello stato delle acque interne e marine; da una maggiore efficienza nell'uso delle risorse idriche a interventi per migliorare la capacità di adattamento del sistema produttivo ed agricolo ai cambiamenti climatici. Inoltre, si punterà alla riqualificazione del territorio nell’ambito del contenimento del consumo di suolo e della mitigazione dei rischi idrogeologici e sismici. Saranno, infine, promossi investimenti per la riconversione delle imprese verso modelli di produzione sostenibile, anche promuovendo i principi della bioeconomia e della economia circolare e incentivando la diffusione delle certificazioni ambientali.