Oggi:

2021-03-04 00:49

Manette ai terremoti!

I GIUDICI DELL’AQUILA CANCELLANO LA COMMISSIONE GRANDI RISCHI

Francesco Mauro: Prevalebunt. Forse
Caro Direttore, ci hai chiesto di reagire – con la penna, ovviamente, anzi con la tastiera del computer – alla sentenza contro i sismologi dell’Aquila. Sono d’accordo che si tratti di un fatto gravissimo e quindi cerco di esprimere le mie reazioni in proposito.

Lascio ad altri, a voi, ai colleghi esperti del campo, di discutere come mai cose che dovrebbero essere ovvie, come l’imprevedibilità temporale dei terremoti, in Italia possano diventare un crimine. Vado invece fuori tema.

Penso che quanto è accaduto sia estremamente più grave in quanto sintomo di una degenerazione profonda della cultura e del sentire comune italiano. Penso che stiamo assistendo a una degenerazione dovuta a cause molteplici che si stanno sovrapponendo e alimentando l’una con l’altra:

a) un giustizialismo esasperato che deve trovare un colpevole ad ogni costo, anche quando non c’è;

b) un ruolo della magistratura che sta diventando non solo sostitutivo, ma invadente e autoreferente;

c) un anti-scientismo diffuso che ha radici lontane (idealiste) ma che si sta espandendo mettendo in pericolo le stesse capacità della nazione;

d) uno pseudo-ambientalismo che aderisce a qualsiasi ciarlataneria venga propinata alla pubblica opinione da demagoghi e sedicenti “tecnici”.

Tutto ciò è stato confermato nella giornata di ieri, una terribile giornata, in cui i giudici hanno emesso la  sentenza, la folla dell’Aquila ha gioito che si era trovato il “colpevole”, la RAI ha rivendicato l’inchiesta giornalistica che ha fatto partire l’indagine. E inoltre, negli stessi telegiornali, la punizione (non la riprovazione) del giornalista che aveva “insultato” i napoletani tifosi. Aggiungerei l’ennesima ripresentazione del progetto Sentieri su Taranto, che ci ripropone sostanzialmente gli stessi dati di mortalità da tumori senza aggiungere niente di certo circa la loro induzione.

La situazione è gravissima, e travalica l’ambiente. La condanna dei geofisici ricorda quelle staliniane dei genetisti. Qui si tratta della sostenibilità dello spirito e dell’umanità. Dobbiamo continuare a dire queste cose. Mi verrebbe la voglia di dire “non prevalebunt”, ma non ne sono affatto sicuro. Anche perché siamo tutti potenzialmente  “avvisati di reato” e molti di noi “tecnici”, quelli veri …

Francesco Mauro

Paolo Saraceno: Contro la ragione
Caro Direttore (…) che un terremoto di forte intensità potesse verificarsi all’Aquila con elevata probabilità era stato scritto, in tempi non sospetti, anche da alcuni membri della Commissione grandi rischi. Ed è questa l’unica  previsione che uno scienziato serio può fare su un terremoto. L’errore della Commissione, secondo il giudice, è stato quello di rassicurare la gente, di aver ritenuto non utile allarmarla per un evento che, con grande  probabilità, non si sarebbe verificato. Ma si può condannare qualcuno a 6 anni di prigione per cattiva comunicazione?

Le conseguenze di questa sentenza sono gravi per l’Italia, perché nessuno scienziato si  azzarderà più a fare previsioni di rischio in un paese dove il concetto di probabilità non è capito. Una sentenza che attirerà discredito su di noi e sulla nostra magistratura perché questo processo, fino ad oggi ignorato dalla stampa italiana, è stato seguito con attenzione dalla stampa estera e da alcune riviste scientifiche perché rappresenta un precedente pericoloso per tutti gli scienziati.

(…) Noi gli esperti non li ascoltiamo quando ci dicono come costruire le case e poi li mettiamo in prigione quando quelle case crollano. Invece di chiederci come mai all’Aquila ci sono stati 309 morti per un terremoto che in altri paesi avrebbe avuto conseguenze trascurabili, preferiamo condannare chi non ha saputo prevedere l’imprevedibile. Un paese di folli …

Paolo Saraceno

Sindrome di Don Abbondio?

Premesso che ci sono altre e indiscutibili responsabilità sul terremoto de L’Aquila da attribuire a politici, amministratori e costruttori, ed a prescindere dalla pessima figura fatta dal nostro Ministro Clini nel paragonare la vicenda dei nostri scienziati condannati a quella di Galileo Galilei, prendendo, come si dice a Firenze, “fischi per fiaschi”, io ritengo eccessivo questo forte risentimento suscitato in gran parte del mondo scientifico a seguito di questa condanna.
Prendiamo atto che da oggi in poi, come sostiene Saraceno, “nessuno scienziato si azzarderà più a fare previsioni di rischio”. E allora? Dato che i terremoti non erano prevedibili prima e non lo saranno neppure in seguito, mi chiedo quale sia il gravissimo danno che d’ora in poi arrecheranno al paese le mancate previsioni di questi scienziati.
Ad un cittadino comune che il geologo e la Commissione Grandi Rischi spieghino –dopo- come sono andate le cose e perché, francamente temo interessi assai poco …
Ma ciò che come cittadino mi ha profondamente indignato sono le dimissioni in blocco di tutta l’attuale Commissione Grandi Rischi. In questo c’è qualcosa di profondamente tipico della meschinità dell’italiano medio e mi ricorda certi personaggi interpretati da Alberto Sordi nei suoi film: certi incarichi si accettano e li si sostengono (specie se sono pure ben remunerati) fino a quando non comportano rischi personali. Però, appena si fiuta il pericolo,: “ scusate, ma tengo famiglia!”.
Come sono lontani i tempi di Fabrizio Quattrocchi e del suo: “ … ti faccio vedere come muore un italiano”.
Anziché nominare a membri di certe Commissioni esperti di fama mondiale per meriti scientifici ma sul piano delle qualità morali un po’ meno illuminati, non sarebbe più opportuno scegliere scienziati magari meno bravi ma pronti ad assumersi fino in fondo le responsabilità ed i rischi che il loro ruolo impone?

Michele Salvadori