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2024-04-25 12:16

Pubblicato il Rapporto ambiente SNPA 2023

QUEL CHE C'È DA SAPERE

È stato presentato il 21 febbraio il “Rapporto ambiente – edizione 2023″ a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), giunto alla sua quarta edizione, che offre una panoramica dettagliata sullo stato dell’ambiente in Italia sulla base di informazioni oggettive, affidabili e confrontabili prodotte da ISPRA e dalle ARPA/APPA.

Il Rapporto è strutturato in due parti: la prima descrive le realtà regionali attraverso l’analisi di 21 indicatori; la seconda è composta da brevi articoli che riguardano specificità regionali e/o attività SNPA particolarmente rilevanti e di interesse per la collettività.

Gli indicatori utilizzati nel Rapporto, individuati seguendo le nuove politiche ambientali (Green Deal, SDGs, VIII Programma di Azione per l’Ambiente-PAA, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - PNRR, Strategia Nazionale dello Sviluppo Sostenibile), delineano le tendenze delle principali tematiche ambientali individuate da SNPA: cambiamenti climatici, economia circolare e gestione rifiuti, ambiente e salute (inquinamento zero), biodiversità e capitale naturale, monitoraggio e controlli, comunicazione ambientale.

I dati raccolti nel Rapporto mostrano che, sebbene si siano osservati dei miglioramenti (energie rinnovabili, raccolta differenziata) e le azioni intraprese, in Italia e nelle singole realtà regionali, vadano nella giusta direzione, per alcune problematiche ambientali (emissioni di gas serra, consumo di suolo) sono necessari ulteriori sforzi per il miglioramento e/o la conservazione delle condizioni ambientali.

Per quanto riguarda le emissioni di gas serra prodotte in Italia, negli ultimi trent’anni si sono ridotte del 19,9% rispetto al 1990, passando da 521 a 418 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (1990-2021), ma nel 2021, dopo la battuta d’arresto dovuta essenzialmente al periodo pandemico, le emissioni di gas serra in Italia mostrano un incremento dell’8,5% rispetto al 2020.

In tema fonti rinnovabili, nel 2020 la quota di energia rinnovabile, pari al 20% del consumo finale lordo, ha superato l’obiettivo del 17% previsto per lo stesso anno, ed è più che triplicata rispetto al 2004, quando rappresentava il 6,3% del consumo finale lordo di energia. Nel 2021 tale quota è scesa al 19%, ancora lontana dall’obiettivo fissato al 2030.

Nel 2021, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a 29,6 milioni di tonnellate, in aumento del 2,3% rispetto al 2020. La raccolta differenziata raggiunge nel 2021 il 64%, confermando il trend di crescita degli ultimi anni. I quantitativi di rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica nel 2021 ammontano a 5,6 milioni di tonnellate, pari al 19% (che scende al 17% utilizzando la metodologia di calcolo previsto dal D.Lgs. 36/2003) del quantitativo dei rifiuti urbani prodotti a livello nazionale, un valore ancora troppo alto rispetto agli obiettivi europei di massimo 10% entro il 2035.

L’analisi della qualità dell’aria rivela che tra il 2013 e il 2022 la concentrazione di PM10 è risultata decrescente nel 45% delle stazioni analizzate, con una diminuzione media del 2,1% annuo. Nel 2022, è stato registrato un solo superamento del valore limite annuale mentre il valore limite giornaliero è stato superato nel 20% dei casi. In diminuzione anche i livelli atmosferici di PM2,5 grazie alla riduzione congiunta delle emissioni di particolato primario e dei principali precursori del secondario. Il valore limite annuale è stato superato solo ini 4 stazioni. Sia per il PM10 che per il PM2.5 risultano superati nella maggior parte delle stazioni i valori di riferimento annuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Preoccupanti i dati sul consumo di suolo, che dal 2006 al 2022 è aumentato di oltre 120.000 ettari, quasi il 40% dei quali concentrati prevalentemente nelle regioni del Nord (in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna). Dopo i segnali di rallentamento registrati nel 2020, nel 2022, il consumo di suolo netto registrato in Italia è stato in media, oltre 21 ettari al giorno, un incremento che allontana ancora di più dall’obiettivo di azzeramento del consumo netto di suolo, previsto dall’Ottavo Programma di Azione Ambientale.

La sintesi del rapporto è disponibile qui.