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2024-05-22 18:58

Emissioni industriali: approvazione definitiva del Consiglio UE

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 12 aprile il Consiglio ha approvato in via definita la Direttiva sulle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, “Integrated Pollution Prevention and Control”, IPPC) e il Regolamento relativo alla creazione di un portale sulle emissioni industriali.

Le nuove norme hanno l’obiettivo di migliorare la protezione della salute umana e dell'ambiente riducendo le emissioni nocive delle installazioni industriali e promuovendo l'efficienza energetica, l'economia circolare e la decarbonizzazione. Sarà inoltre migliorata la comunicazione dei dati ambientali attraverso la modernizzazione del registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR) esistente al fine di creare un portale più completo e integrato sulle emissioni industriali.

La Direttiva rivista include nel proprio ambito di applicazione, oltre alle installazioni disciplinate dalla direttiva esistente, le aziende zootecniche per allevamenti intensivi su larga scala, le attività minerarie, la fabbricazione di batterie su vasta scala e, fatto salvo un riesame da parte della Commissione, i minerali industriali. La nuova Direttiva renderà le procedure di autorizzazione più efficienti e meno onerose, introducendo ad esempio l'obbligo per gli Stati membri di istituire un sistema di autorizzazione elettronica entro il 2035. Gli Stati membri stabiliranno sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive da applicare in caso di inosservanza della direttiva.

Il Regolamento adottato istituisce un nuovo portale inteso a fornire informazioni più complete e integrate sulle emissioni industriali, in sostituzione dell'attuale registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR).

La Direttiva relativa alle emissioni industriali sarà ora pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'UE ed entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione. Dopo tale data, gli Stati membri avranno 22 mesi per recepire le disposizioni nel diritto nazionale.