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2026-02-18 15:41

Le procedure d’infrazione UE contro l’Italia

QUEL CHE C'È DA SAPERE

La Commissione europea ha pubblicato l’11 dicembre il pacchetto infrazioni di dicembre, nel quale figura anche l’Italia per il mancato recepimento della Direttiva (UE) 2023/2413 sulle energie rinnovabili (Red III). Bruxelles ha inviato al nostro Paese un parere motivato, secondo stadio della procedura d’infrazione, che fa seguito alla lettera di costituzione in mora trasmessa nel luglio 2025.

Secondo la Commissione, l’Italia non ha comunicato in modo completo le misure di recepimento della Direttiva. Il parere motivato concede ora due mesi di tempo per rimediare alle carenze; in assenza di una risposta soddisfacente, Bruxelles potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell’Unione europea, chiedendo anche sanzioni pecuniarie. Nel frattempo, lo schema di Decreto legislativo di recepimento è all’esame delle commissioni parlamentari ed è atteso un passaggio in Conferenza Unificata.

Nel pacchetto di dicembre l’Italia figura anche per altre violazioni ambientali. La Commissione ha inviato un parere motivato per il non corretto recepimento delle modifiche alla Direttiva quadro sui rifiuti, rilevando in particolare lacune sulle norme in materia di responsabilità estesa del produttore, riciclaggio di alta qualità, raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi e requisiti minimi dei piani di gestione.

Inoltre, Bruxelles ha avviato una nuova procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per il superamento dei valori limite di biossido di azoto (NO₂) negli agglomerati di Napoli e Palermo. Secondo la Commissione, i piani per la qualità dell’aria adottati non sono adeguati a riportare le concentrazioni entro i limiti nel più breve tempo possibile, come richiesto dalla normativa europea.