QUEL CHE C'È DA SAPERE
Il 10 aprile ISPRA ha pubblicato il National Inventory Document 2026, il rapporto che accompagna l’inventario nazionale delle emissioni di gas serra comunicato annualmente dall’Italia nell’ambito della UNFCCC e dell’Accordo di Parigi, oltre che ai fini degli obblighi europei sulla governance climatica.
Il documento, oltre ai dati sulle emissioni, descrive le metodologie di stima, le fonti utilizzate, le principali categorie emissive e il sistema di controllo qualità (QA/QC), garantendo la trasparenza e la verificabilità delle informazioni nell’ambito dei processi di revisione internazionale.
Questa edizione dell’inventario incorpora inoltre per la prima volta le informazioni derivanti dalle relazioni ex articolo 12 del regolamento (UE) 2024/1787. Tali dati sono stati utilizzati da ISPRA per migliorare la rappresentazione delle emissioni nel settore oil & gas, in particolare attraverso una riallocazione tra categorie emissive e segmenti della filiera, integrando le informazioni dichiarate dagli operatori nel modello inventariale.
Secondo i dati preliminari, nel 2024 le emissioni italiane di gas serra si attestano a poco più di 363 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente (escludendo il settore uso del suolo e foreste), in calo del 3,6% rispetto al 2023 e di circa il 30% rispetto ai livelli del 1990.
La riduzione è attribuita principalmente alla crescita delle fonti rinnovabili, in particolare idroelettrico ed eolico, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla progressiva sostituzione dei combustibili più emissivi.
Nel lungo periodo, l’andamento delle emissioni mostra una diminuzione diffusa per i principali gas serra, con la CO₂ che rappresenta circa l’81,4% del totale e metano e protossido di azoto (rispettivamente pari a circa l’11,8% e al 3,8% del totale) in calo rispetto al 1990. Restano invece in crescita alcuni gas fluorurati, in particolare gli HFC, il cui peso complessivo è ancora limitato ma in aumento.
Per settori, il comparto energetico resta nettamente dominante, con circa l’81% delle emissioni totali, in diminuzione nel lungo periodo ma con un aumento delle emissioni nei trasporti rispetto al 1990. L’industria e l’agricoltura mostrano invece un calo significativo delle emissioni, mentre il settore dei rifiuti registra un lieve aumento.