Oggi:

2020-07-13 16:33

L’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA)

di: 
Maria Belvisi

L’autorizzazione ambientale unica e integrata per l’esercizio di attività produttive è attualmente prevista, in sede statale o regionale, solamente per quelle imprese caratterizzate da una determinata capacità e/o dimensione superiore ad una certa soglia definita dalla parte seconda del Codice dell’ambiente. Le imprese le cui attività produttive non rientrano in tali liste devono acquisire sepaqr5atamente, per poter essere poste in esercizio, diverse tipologie di autorizzazioni ambientali. Tale situazione, paradossale per la disparità di trattamento, comporta un indubbio aggravio di adempimenti di carattere burocratico e di costi di gestione. L’introduzione nell’ordinamento italiano dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) viene comunque giustificata al fine di ottenere semplificazioni per gli adempimenti amministrativi in materia ambientale sulle imprese e sugli impianti. Oltre ad una breve sintesi del provvedimento, vengono esaminati i punti di forza e di debolezza del Regolamento AUA.

 

L’autorizzazione ambientale unica e integrata per l’esercizio di attività produttive (1) è attualmente prevista, in sede statale o regionale, soltanto per quelle situazioni caratterizzate da una determinata capacità e/o dimensione superiore ad una certa soglia definita dal Codice dell’ambiente (2). Tale autorizzazione unica sostituisce quelle distinte per le emissioni in atmosfera, lo scarico, lo smaltimento e recupero dei rifiuti, lo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB-PCT, e l'utilizzo dei fanghi derivanti dal processi di depurazione in agricoltura.

Volendo fare un esempio per gli impianti per la fabbricazione di prodotti chimici inorganici di base, con capacità produttiva complessiva annua per la classe di prodotto gas (ammoniaca, cloro o cloruro di idrogeno, fluoro o fluoruro di idrogeno, ossidi di carbonio, composti di zolfo, ossidi di azoto, idrogeno, biossido di zolfo, bicloruro di carbonile), sono definite le seguenti soglie:

VIA Statale

Soglia

AIA Statale

Soglia

VIA Regionale Soglia

AIA Regionale Soglia

100 Gg/anno

100 Gg/anno

Sotto soglia Via Statale

Sotto soglia in AIA Statale

 

Le imprese, le cui attività produttive non rientrano in tali liste, per poter essere poste in esercizio devono acquisire diverse tipologie di autorizzazioni ambientali, quali a titolo meramente esemplificativo: autorizzazioni agli scarichi di acque reflue industriali, alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti, nulla osta in materia di acustica, comunicazioni in materia di rifiuti, autorizzazioni ambientali anch’esse regolamentate essenzialmente da specifici articoli, inseriti in altre Parti e Titoli del Codice dell’ambiente. Tale situazione comporta un indubbio aggravio di adempimenti di carattere burocratico e di costi di gestione. 

Tali imprese rientrano principalmente nella categoria delle Piccole e Medie Imprese (PMI) e micro imprese (3), cioè quelle che hanno meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di Euro (medie imprese), oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di Euro, nonché quelle che hanno meno di 50 occupati (piccole imprese) e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di Euro e quelle (micro imprese) che hanno meno di 10 occupati, e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di Euro.

L’introduzione nell’ordinamento italiano dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) intende riparare a tale situazione introducendo semplificazioni per gli adempimenti amministrativi in materia ambientale sulle imprese e sugli impianti.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva il 15 febbraio 2013 su proposta dei Ministri dell’ambiente, della pubblica amministrazione e semplificazione, e dello sviluppo economico, il Regolamento che disciplina l’AUA dando attuazione all’art. 23 della legge “Semplifica Italia” (4). Tale articolo prevede che l'AUA sia rilasciata da un unico ente e sostituisca ogni atto di comunicazione, notifica ed autorizzazione previsto dalla legislazione ambientale; il procedimento deve essere improntato al principio di proporzionalità degli adempimenti amministrativi in relazione alla dimensione dell'impresa e al settore di attività, nonché all'esigenza di tutela degli interessi pubblici e non deve comportare l'introduzione di maggiori oneri a carico delle imprese.

Il Governo valuta che una piena applicazione dell’AUA garantirà un risparmio complessivo di 700 milioni di Euro all’anno per le PMI. Il Regolamento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 maggio 2013 (5) con DPR DPR 13 marzo 2013, n. 59, tratta dell’AUA e delle autorizzazioni a carattere generale in materia di emissioni in atmosfera (capo III) e si compone di 5 capi, 12 articoli ed 1 corposo  allegato tecnico per un totale di 369 pagine.

 

Ambito di applicazione
L’AUA quindi si applica alle categoria di imprese PMI (3) nonché agli impianti non soggetti all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e dei progetti sottoposti a Valutazione d'impatto ambientale (VIA) qualora il provvedimento finale di VIA comprenda e sostituisca tutti gli altri atti di assenso, comunque denominati, in materia ambientale. Viene anche precisato che, nei casi in cui il progetto venga sottoposto ad una verifica di assoggettabilità a VIA, l’autorizzazione unica ambientale può essere richiesta solo dopo che l’autorità competente ne abbia valutato la esclusione.

 

La procedura di AUA
Si intende per autorizzazione unica ambientale (AUA) il provvedimento rilasciato dallo sportello unico per le attività produttive (SUAP), che sostituisce gli atti di comunicazione, notifica ed autorizzazione in materia ambientale.

I gestori (6) degli impianti presentano domanda di autorizzazione unica ambientale nel caso in cui siano assoggettati al rilascio, alla formazione, al rinnovo o all’aggiornamento di almeno uno dei seguenti titoli abilitativi:

- autorizzazione agli scarichi di acque reflue industriali;

- comunicazione preventiva per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende;

- autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti;

- autorizzazione generale prevista per specifiche categorie di stabilimenti, individuate in relazione al tipo e alle modalità di produzione (articolo 272 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152);

- comunicazione o nulla osta in materia di acustica (art. 8, commi 4 e 6 della legge 26 ottobre 1995, n. 447);

- autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura (art. 9 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99);

- comunicazioni in materia di rifiuti (art. 215 e 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152).

L’elenco dei titoli abilitativi non è tassativo, essendo comunque riconosciuta la possibilità per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di individuare ulteriori atti di comunicazione, notifica ed autorizzazione in materia ambientale da ricomprendersi nell'AUA.

È fatta comunque salva la facoltà dei gestori degli impianti di non avvalersi dell’AUA nel caso in cui si tratti di attività soggette solo a comunicazione e (su proposta del Conferenza Stato Regioni) ovvero ad autorizzazione di carattere generale, ferma restando la presentazione della comunicazione o dell’istanza per il tramite del SUAP.

La domanda per il rilascio di AUA, corredata dai documenti, dalle dichiarazioni e dalle altre attestazioni previste dalle vigenti normative di settore relative agli atti di comunicazione, notifica e autorizzazione, è presentata al SUAP che la trasmette immediatamente, in modalità telematica, all’autorità competente e ai soggetti competenti in materia ambientale (7) e ne verifica, d’intesa con l’autorità competente, la correttezza formale. Nella domanda sono indicati gli atti di comunicazione, notifica e autorizzazione, per i quali si chiede il rilascio dell’autorizzazione unica ambientale, nonché le informazioni richieste dalle specifiche normative di settore.

Lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) è l’unico punto di accesso per il richiedente in relazione a tutte  le  vicende amministrative riguardanti la sua attività produttiva, che  ha lo scopo di fornire una risposta unica e  tempestiva  in  luogo  di  tutte  le  pubbliche amministrazioni comunque coinvolte nel procedimento (8).

L’autorità competente è la Provincia o la diversa autorità indicata dalla normativa regionale quale competente ai fini del rilascio, rinnovo e aggiornamento dell’autorizzazione unica ambientale.

Qualora l’autorità competente riscontri che è necessario integrare la documentazione presentata, lo comunica tempestivamente e in modalità telematica al SUAP, precisando gli elementi mancanti ed il termine per il deposito delle integrazioni. In questo caso, qualora il gestore non abbia depositato la documentazione richiesta entro il termine fissato dall’autorità competente, l’istanza si intende ritirata, fatta salva la facoltà per il gestore di chiedere una proroga in ragione della complessità della documentazione da presentare; in tal caso il termine è sospeso per il tempo della proroga. 

Le verifiche devono concludersi entro 30 giorni dal ricevimento della domanda; decorso tale termine in assenza di comunicazione l’istanza si intende correttamente presentata.

Se l’AUA sostituisce i titoli abilitativi per i quali la conclusione del procedimento è fissata in un termine inferiore o pari a 90 giorni, l’Autorità competente adotta il provvedimento e lo trasmette al SUAP, che rilascia il titolo, ferma restando la facoltà di indire la conferenza di servizi; quest’ultima è sempre indetta dal SUAP nei casi previsti dalla norma dei procedimenti amministrativi (9) e nei casi previsti dalle normative regionali e di settore che disciplinano il rilascio, la formazione, il rinnovo o l’aggiornamento dei titoli abilitativi.

Se l’autorizzazione unica ambientale sostituisce i titoli abilitativi per i quali almeno uno dei termini di conclusione del procedimento è superiore a 90 giorni, il SUAP indice, entro 30 giorni dalla ricezione della domanda, la conferenza di servizi di cui al Procedimento unico del Regolamento del SUAP del 2010 (8). In tale caso, l’autorità competente adotta l’AUA entro 120 giorni dal ricevimento della domanda o, in caso di richiesta di integrazione della documentazione, entro il termine di 150 giorni dal ricevimento della domanda medesima.

I soggetti competenti in materia ambientale, che esprimono parere positivo possono non intervenire alla conferenza di servizi e trasmettere i relativi atti di assenso, dei quali si tiene conto ai fini della individuazione delle posizioni prevalenti per l’adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento unico previsto dalle norme sul procedimento amministrativo.

L’AUA contiene tutti gli elementi previsti dalle normative di settore per le autorizzazioni e gli altri atti che sostituisce e definisce le modalità per lo svolgimento delle attività di autocontrollo, ove previste, individuate dall’autorità competente tenendo conto della dimensione dell’impresa e del settore di attività.

In caso di scarichi contenenti sostanze pericolose, le imprese e i gestori degli impianti autorizzati devono presentare, almeno ogni quattro anni, una comunicazione contenente gli esiti delle attività di autocontrollo all’autorità competente, la quale può procedere all’aggiornamento delle condizioni autorizzative qualora dalla comunicazione emerga che l’inquinamento provocato dall’attività e dall’impianto è tale da renderlo necessario. Tale aggiornamento non modifica la durata dell’autorizzazione.

 

Durata
L’autorizzazione ha durata pari a 15 anni a decorrere dalla data di rilascio.  Il decreto, in premessa, ritiene che sulla base dei pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari, l’AUA debba avere un durata non inferiore al periodo di validità massimo previsto per le autorizzazioni da questa sostituite al fine di evitare maggiori oneri per le imprese.

Va tuttavia segnalato che il Consiglio di Stato (9) aveva osservato che “pur nel quadro di un condivisibile intento di semplificazione, una previsione di durata siffatta suscita perplessità in ragione, anche, dell’assenza di modalità di “autocontrollo” previamente definite in via generale. La stessa Commissione del Senato (10) aveva chiesto al Governo di valutare con attenzione il profilo della rispondenza della previsione relativa alla durata dell'autorizzazione unica ambientale ai principi ispiratori della normativa di fonte legislativa.

 

Rinnovo dell’autorizzazione
In caso di rinnovo dell’autorizzazione unica il titolare della stessa, almeno sei mesi prima della scadenza, invia all’autorità competente, tramite il SUAP, un’istanza corredata dalla documentazione aggiornata.

Per le attività e gli impianti per cui le istanze di rinnovo sono presentate, nelle more dell’adozione di tale  provvedimento, fatta salva diversa previsione contenuta nella specifica normativa di settore, l’esercizio dell’attività o dell’impianto può continuare sulla base della precedente autorizzazione.

L’autorità competente si esprime sulla domanda di rinnovo.

L’autorità competente può comunque imporre il rinnovo dell’autorizzazione, o la revisione delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione stessa, prima della scadenza quando:

a) le prescrizioni stabilite nella stessa impediscano o pregiudichino il conseguimento degli obiettivi di qualità ambientale stabiliti dagli strumenti di pianificazione e programmazione di settore;

b) nuove disposizioni legislative comunitarie, statali o regionali lo esigano.

 

Modifiche attività
Nel definire le modalità per procedere a modifiche dell'attività o dell'impianto, il Regolamento distingue tra modifiche sostanziali, che richiedono il rilascio di una nuova AUA da eseguire solo dopo autorizzazione; e modifiche non sostanziali, per le quali è sufficiente la comunicazione all'autorità competente e il trascorrere di un termine di 60 giorni oltre il quale si  può procedere all’esecuzione della modifica (silenzio-assenso).

Qualora l'autorità competente ritenga che la modifica comunicata sia sostanziale, richiederà al gestore, nei 30 giorni successivi alla comunicazione, la presentazione della  domanda di AUA, e la modifica comunicata non potrà essere eseguita sino al rilascio della nuova autorizzazione.

Le regioni e le province autonome possono definire ulteriori criteri per la qualificazione delle modifiche sostanziali e non per le quali non vi sia obbligo di comunicazione.

Si intende per modifica ogni variazione al progetto, già autorizzato, realizzato o in fase di realizzazione o dell’impianto, che possa produrre effetti sull’ambiente. La modifica è sostanziale quando  produce effetti negativi e significativi sull'ambiente.

 

Oneri istruttori
Sono posti a carico del richiedente le spese di istruttoria delle domande applicando le tariffe previste dalla normativa vigente per i procedimenti sostituiti dall'AUA. Le regioni, possono prevedere diritti di istruttoria la cui misura non può comunque eccedere quella complessivamente posta a carico dell'interessato prima dell'entrata in vigore del presente regolamento per i singoli procedimenti relativi ai titoli abilitanti sostituiti dalla autorizzazione unica ambientale.

 

Monitoraggio
Sono previste attività di monitoraggio annuali (nelle forme predisposte dai Ministri dell’ambiente, dello sviluppo economico, e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, senza oneri aggiuntivi) volte a verificare il numero delle domande presentate al SUAP, i tempi impiegati per l’istruttoria, dell’invio telematico della documentazione agli enti competenti e per il rilascio dell’AUA, nonché il rispetto dei tempi previsti per lo svolgimento della conferenza di servizi.

 

Esercizio poteri sostitutivi
E’ previsto l'esercizio dei poteri sostitutivi in caso di mancata pronuncia dell'amministrazione nei termini per la conclusione del procedimento di AUA, come disciplinato dalle norme sul procedimento amministrativo (11).

 

Punti di forza e di debolezza
Va detto che il regolamento non muta il quadro attuale delle competenze e della regolamentazione in materia ambientale e dei relativi di controlli. In tali procedimenti, il SUAP svolge il ruolo di autorità procedente del procedimento principale, di cui detiene la responsabilità del corretto svolgimento e del rispetto dei tempi per il rilascio del titolo unico, mentre all'autorità competente resta la responsabilità del merito dell'endo-procedimento e del contenuto dell'atto di sua competenza.

Uno dei vantaggi del regolamento è senz’altro da ascrivere alla semplificazione del quadro delle autorizzazioni ambientali da richiedere visto che la loro molteplicità risulta essere uno degli aspetti più critici, senza per altro mutare le esigenze di tutela dell’ambiente e della salute.

Altro punto di forza del Regolamento consiste nell’applicazione del principio di proporzionalità. Le misure di autocontrollo, individuate dall’autorità competente, devono tener conto della dimensione dell’impresa e del settore di attività. La dimensione dell’impresa, nonché sopratutto il settore di attività, rappresentano variabili strettamente correlate alla portata e alla significatività degli impatti ambientali attesi (fortemente dipendenti comunque dell’ambiente circostante) e che riguardano comunque un insieme di attività e di impianti esclusi dal campo della VIA (e della Verifica di assoggettabilità a VIA – tipologia di opere soggette a VIA dopo opportune verifiche ambientali) e dell’AIA.

Va rimarcato che l’invio di una comunicazione degli esiti dell’autocontrollo almeno ogni 4 anni e solo in presenza di scarichi contenenti sostanze pericolose suscita qualche perplessità. L’affidare (tramite l’autocontrollo) all’impresa tale azione, sia pur in presenza di una forte, costante ed efficace azione di verifica (non prevista esplicitamente) da parte delle Autorità competenti (le ARPA nel caso specifico), potrebbe, secondo alcuni, rivelarsi non sufficiente.

 

La Conferenza Stato Regioni aveva proposto di introdurre, per corregge tale criticità, un apposito articolo sui controlli e le sanzioni per la vigilanza da parte dell’Autorità competente avvalendosi del’ARPA sull'applicazione delle disposizioni del regolamento, nonché delle prescrizioni contenute nell'AUA.

Qualche perplessità suscita anche la durata quindicennale dell’AUA. Seppur condivisibile, la preoccupazione di non apportare maggiori oneri per le imprese e la facoltà da parte dell’Autorità competente di imporre il rinnovo dell’autorizzazione, o la revisione delle prescrizioni contenute nell’AUA prima della scadenza quando le prescrizioni impediscano o pregiudichino il conseguimento degli obiettivi di qualità ambientale stabiliti dagli strumenti di pianificazione e programmazione di settore sulla base delle esigenze di nuove disposizioni legislative comunitarie, statali o regionali, rimane pur vero che il termine fissato ad esempio per l’autorizzazione all'utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura o agli scarichi di acque reflue ha una durata di molto inferiore a quindici anni.

Si può convenire sui minori costi organizzativi per le imprese, che dovranno formulare una sola richiesta, per via telematica, ad un interlocutore unico. Nel merito dei costi istruttori, il Regolamento precisa che, in relazione ai procedimenti disciplinati, questi sono posti a carico dell'interessato e non possono comunque eccedere la spesa complessivamente posta sempre a carico dell'interessato prima dell'entrata in vigore del Regolamento. Pertanto, non viene palesato un vantaggio economico da questo punto di vista. A tal proposito, la relazione illustrativa di accompagno al Regolamento precisa che “Il costo stimato complessivo per le PMI è pari a oltre un miliardo e trecento milioni di Euro. La disposizione in materia di oneri istruttori si iscrive in tale quadro, al fine di diminuire i costi complessivi sostenuti dalle imprese, le quali potranno giovarsi dei risparmi legati al fatto che più procedimenti tesi al rilascio di più titoli abilitativi vengono ad essere concentrati in un unico procedimento”.

La più marcata perplessità va rilevata sul piano organizzativo. Infatti, è doveroso segnalare che la piena operatività dei SUAP non è del tutto attuata e soprattutto non in modo omogeneo sull’intero territorio italiano secondo quanto riportato dal Documento di economia e finanza 2012 pubblicato dal Ministero dell’Economia e della Finanze.  A gennaio 2012, i dati concernenti l’attuazione della normativa SUAP mostrano una copertura territoriale dell’85% con alcune eccellenze regionali che arrivano all’100%.(12).

Nel mese di settembre 2012 (13), dalla Relazione annuale al Parlamento e al Governo del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro risulta che “dal punto di vista quantitativo, i Comuni accreditati presso il MiSE erano 4.893 (pari al 60% del totale); i Comuni che pur risultando accreditati operano in convenzione con la CCIAA (cioè che utilizzano gli strumenti digitali predisposti per i Comuni in delega) sono 230; mentre quelli che hanno delegato la CCIAA competente per territorio sono 2.528 (pari al 31% del totale). Nel primo insieme di comuni opera circa il 73% del totale delle imprese, CCIAA si aggira intorno al 19%. I Comuni ancora “inerti” (né accreditati in proprio, né operativi tramite la CCIAA) sono 671 e si tratta in genere di Comuni piccoli presso i quali opera circa l’8% delle imprese italiane”.

In un articolo apparso sul Corriere della Sera del 4 febbraio 2013, Sergio Rizzo segnala che il SUAP, “studiato per semplificare la burocrazia, oggi è obbligatorio ma viene utilizzato sistematicamente solo da 43 Comuni su 100,  percentuale che crolla al 14,3 nel Sud”. Segnala altresì che “ogni campanile ha un software diverso”. Infatti, lo stesso riporta che “sulla base di un recente rapporto di Confartigianato, su 8.092 Comuni italiani, 621 ne sono ancora sprovvisti. La legge ha previsto per i Comuni, che non possano o non vogliano dotarsi di una propria struttura informatica, la possibilità di rivolgersi alle Camere di commercio, che hanno un'apposita società (Infocamere). Questa ha elaborato uno schema operativo di sportello unico standard ora utilizzato da 2.540 amministrazioni municipali più altre 367 in convenzione per un totale di 2.907. Il 36% dei Comuni italiani impiega dunque la medesima piattaforma informatica attraverso cui le imprese possono svolgere telematicamente tutte le pratiche, dai permessi edilizi alle autorizzazioni sanitarie e di sicurezza, fino al pagamento dei diritti. Le restanti 5.374 amministrazioni dotate di sportello  unico hanno tutte sistemi diversi. C'e chi utilizza una piattaforma informatica regionale, come accade per esempio in Toscana, Emilia Romagna, Sardegna e Umbria, e chi invece ha semplicemente (e gelosamente) la propria, differente da tutte le altre”.

 

Bibliografia, sitologia e alcune definizioni

  1. Si intende per attività produttive quelle relative alla produzione di beni e servizi, incluse le attività agricole, commerciali e artigianali, le attività turistiche e alberghiere, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari finanziari e i servizi di telecomunicazioni. Per impianti produttivi si intendono invece i fabbricati, gli impianti e altri luoghi in cui si svolgono tutte o parte delle fasi di produzione di beni e servizi.
  2. Codice dell’ambiente - Decreto legislativo 152/2006 e s.m. Parte Seconda Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC).
  3. Ministero delle Attività Produttive – Decreto 18 aprile 2005  Adeguamento alla disciplina comunitaria dei criteri di individuazione di piccole e medie imprese. (Art 2).
  4. Legge 4 aprile 2012, n. 35 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. Artt. 20, 20-bis e 20-ter – Art.23  Autorizzazione unica in materia ambientale per le piccole e medie imprese PMI.
  5. DPR 13 marzo 2013, n. 59 “Regolamento recante disciplina dell'autorizzazione unica ambientale e semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell'articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n.5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35 con D.P.R. 13/03/2013.
  6. Il gestore è, come definito dal Codice dell’ambiente, la persona fisica o giuridica che ha potere decisionale circa l’installazione o l’esercizio dello stabilimento e che è responsabile dell’applicazione dei limiti e delle prescrizioni.
  7. I soggetti competenti in materia ambientale, così come definiti dal Codice Ambientale, sono le pubbliche amministrazioni competenti al rilascio di autorizzazioni, concessioni, atti di assenso o nulla osta, comunque denominati, nei procedimenti  ivi comprese le azioni di monitoraggio e controllo, sostituiti dall’autorizzazione unica ambientale.
  8. Decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160 Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo Sportello Unico per le attività produttive, ai sensi dell'articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
  9.  Consiglio di Stato parere n. 05069/2012 del 29/11/2012.
  10. http://leg16.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=695853.
  11. Legge 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme sul procedimento amministrativo (articolo 14-ter, comma 6-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241).
  12. http://ec.europa.eu/europe2020/pdf/nd/nrp2012_italy_it.pdf, Documento di economia e finanza 2012 pubblicato dal Ministero dell’Economia e della Finanze (sezione III Programma Nazionale di Riforma).
  13. http://www.suapanorma.it/cgi-bin/pagine/relazione%20cnel%20sintesi%20suap.pdf. Relazione annuale al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini - Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro Commissione V  Gruppo di Lavoro per l’attuazione dell’art.9 della legge 15/2009 13 dicembre 2012 (paragrafo 4.2.3 Lo sportello unico).

AUA

Maria,
bella sintesi e felice di risentirti.

Stefano Mirri - Regione Toscana