Oggi:

2020-07-10 22:05

Quattro passi tra le orchidee

di: 
Maurizio Conticelli*

La campagna orvietana è ancora ben conservata e ricca di biodiversità.
Può così accadere che mentre un pomeriggio domenicale di metà maggio ti concedi quattro passi lungo la strada bianca del Lapone, nella valle del torrente Romealla, che attraversa coltivi, campi abbandonati, pascoli e boschi, rimani colpito dalla presenza di numerose orchidacee che punteggiano banchine e scarpate stradali o che “invadono” vecchie piantate, miracolosamente sfuggite prima agli interventi di “miglioramento fondiario” e poi all’uso indiscriminato dei rosseggianti disseccanti.

Alcune specie sono più evidenti, per dimensioni e vivacità dei colori dei fiori, come la comune Orchis purpurea,  la Dactylorhiza maculata, così denominata per la presenza di macchie sulle foglie, la bianca Cephalanthera longifolia, la Anacamptis pyramidalis e la Neotinea tridentata, con le loro forme iper o ipo cromatiche, la Anacamptis coriophora dall’inaspettato profumo di vaniglia, il poderoso Himantoglossum adriaticum dal caratteristico labello nastriforme, la diffusa Serapias vomeracea con il labello ginocchiato.

Anacamptis coriophora

Decisamente più attraenti sono poi le Ophrys, per la presenza di labelli a forma di insetto, come la O. apifera, la O. holosericea e la O. bertolonii, quest’ultima presente in fitti gruppi e chiamata anche “uccellino allo specchio” per la caratteristica macula lucida presente sul labello.

Ophrys apifera

Se sei fortunato puoi anche rinvenire ibridi tra le specie di Ophrys suddette, oppure lusus, cioè esemplari con anomalie morfologiche, che costituiscono una curiosità per gli esperti.

La massima attenzione di questi ultimi si riversa però su due specie: la Listera ovata, presente con decine di esemplari e relativamente comune in Italia, ma a quote decisamente superiori caratteristiche di zone montane, e, soprattutto, la Anacamptis laxiflora (un unico esemplare!), tipica di zone umide e decisamente rara in Umbria e minacciata in Italia per la progressiva scomparsa del suo habitat.

Listera Ovata

Altre orchidee si susseguono nella stagione vegetativa, con esemplari di Platanthera in boccio, di cui potremo conoscere la specie solo dopo l’apertura dei fiori, distinguendo la “bifolia” dalla “chlorantha” per la disposizione delle logge polliniche (rispettivamente parallele o divaricate).

Sarà l’occasione per tornare a fare una passeggiata domenicale sulla strada bianca del Lapone!
 

*Dottore forestale