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2020-07-10 01:53

La Camera spinge il governo sulla geotermia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Le commissioni ambiente e attività produttive della Camera hanno approvato all’unanimità una risoluzione sulla produzione di energia da impianti termici, di cui viene sottolineata “l’importanza e la rilevanza strategica”, anche perché, “tra le energie rinnovabili, ha un valore aggiunto che condivide soltanto con l’idroelettrico: la continuità della produzione”.

La risoluzione impegna il governo “ad avviare le procedure di zonazione del territorio italiano, per le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili”. Entro sei mesi, i Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente dovranno emanare delle linee-guida che individuino, nell’ambito delle aeree idonee, “anche i criteri generali di valutazione, finalizzati allo sfruttamento in sicurezza della risorsa, tenendo conto delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al bilancio idrologico complessivo, al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell'aria, all’induzione di micro sismicità”.

I controlli sono affidati all’Arpa competente, che dovrà assicurare che “le attività geotermiche non incidano sul chimismo delle acque destinate al consumo umano” e che “le altre matrici ambientali non risultino contaminate e che la micro sismicità non aumenti significativamente”.

Il governo dovrà “assumere iniziative per rivedere gli attuali meccanismi incentivanti garantiti al geotermico, in quanto fonte rinnovabile, al fine di sostenere maggiormente quelle a minore impatto ambientale” e “assumere iniziative dirette ad armonizzare i diversi regimi di incentivazione attualmente vigenti per gli impianti geotermici pilota e quelli ad autorizzazione regionale utilizzanti le stesse tecnologie”.

La risoluzione impegna il governo ad “assumere iniziative volte a ridurre i tempi procedimentali per le autorizzazioni”, a “favorire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia, ossia a impianti che sfruttano il calore a piccole profondità, per l’importante contributo che può dare alla riduzione del fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano” e a “prevedere nella fase prerealizzativa un pieno coinvolgimento delle amministrazioni e delle popolazioni locali nel processo decisionale, favorendo l’eventuale applicazione del principio di precauzione”.

Per quanto riguarda le potenzialità della geotermia, la risoluzione sottolinea che “l’Italia, per le sue caratteristiche morfologiche, ha risorse geotermiche importanti e poco sfruttate: secondo i dati forniti dall’Unione geotermica italiana, le risorse geotermiche del territorio italiano potenzialmente estraibili da profondità fino a 5 km sono dell'ordine di 21 exajoule (21x1018 joule, corrispondenti a circa 500 mtep, ovvero 500 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). I campi geotermici ad alta entalpia, per il cui sfruttamento disponiamo di una tecnologia matura, e il cui utilizzo per la produzione di energia geotermoelettrica è oggi possibile a costi competitivi con le altre fonti energetiche, si trovano nella fascia preappenninica – tra Toscana, Lazio e Campania –, in Sicilia e Sardegna, così come nelle isole vulcaniche del Tirreno”.