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2020-07-10 01:11

I tre milioni per l’acquisto dell’isola di Budelli vadano per la bonifica l’area dell’Arsenale della Maddalena

QUEL CHE C’È DA SAPERE

I tre milioni di euro che erano stati stanziati nella legge di stabilità 2014 per consentire l’esercizio del diritto di prelazione per l’acquisto dell’isola di Budelli devono essere utilizzati per la bonifica della zona di mare antistante l'ex arsenale militare della Maddalena. Lo chiede una risoluzione approvata dalla Commissione ambiente della Camera dei deputati, che impegna il governo a valutare la possibilità di adottare un provvedimento per riassegnare la spesa a questo scopo.

L’isola di Budelli fa parte del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena ed è sottoposta a un vincolo di assoluta inedificabilità. Non può essere abitata ed è vietato anche l’accesso ai visitatori. L’isola era stata messa in vendita due anni fa nell’ambito della procedura fallimentare di un’immobiliare svizzera, che ne deteneva la proprietà. L’asta fu vinta per 2,94 milioni di euro da un cittadino neozelandese, Michael Harte, e subito partì una campagna, guidata dall’ex-ministro verde Alfonso Pecoraro Scanio con l’appoggio dell’Ente Parco della Maddalena, affinché lo Stato esercitasse il diritto di prelazione, ottenendo il riscatto dell’isola, risarcendo il proprietario neozelandese dello stesso prezzo a cui l’aveva pagata. Un emendamento alla legge di stabilità 2014, che stanziava i tre milioni necessari, fu inserito nel dicembre 2013 alla Camera, su proposta di Loredana De Petris (Sel), e approvato con un voto trasversale, con il presidente della Commissione bilancio, Francesco Boccia (Pd), che twittò: “Abbiamo salvato Budelli”.

Lo scorso ottobre, il Tar aveva riconosciuto il diritto di prelazione dell’Ente Parco ma in aprile il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione, perché non esiste un piano del parco, sebbene siano passati vent’anni dalla sua istituzione. E così Budelli torna nelle mani del signor Harte. La Commissione ambiente della Camera si era già dichiarata contraria al suo acquisto da parte dello Stato nel 2013 e ora la risoluzione afferma che, se ciò fosse avvenuto, si sarebbe trattato di "un vero e proprio spreco di denaro pubblico, considerato che comunque l’isola è rigidamente protetta dai vincoli ambientali imposti anche alla proprietà privata”.