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2020-07-10 21:51

Le commissioni ambiente e attività produttive della Camera propongono una carbon tax aggiuntiva all' ETS

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Dopo quelle del Senato, l’8 luglio anche le commissioni ambiente e attività produttive della Camera hanno approvato una risoluzione in merito al pacchetto della Commissione Ue sulla “Unione dell’energia”, in cui i deputati hanno inserito l’ipotesi della carbon tax, prevista peraltro come aggiuntiva al sistema ETS e non invece - come nella risoluzione del Senato e come sostenuta da tempo dagli Amici della Terra - alternativa ad esso.

La risoluzione dapprima chiede che “si provveda a promuovere una revisione del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) per correggerne i limiti e i difetti che ne hanno pregiudicato la capacità di svolgere la funzione di strumento rilevante dell'Unione europea per ridurre le emissioni di gas serra, con particolare riguardo ai cosiddetti settori energivori. Tale riforma dovrà perseguire l'obiettivo di rendere il sistema efficace nell'attribuire un costo alle emissioni di gas serra prodotte, anche allargando l'ambito delle imprese coinvolte”.

Subito dopo, la risoluzione chiede che “si valuti l'opportunità di una definizione in sede europea di sistemi di tassazione che attribuiscano un costo al carbonio – carbon tax – e di un sistema di regole chiaro, coerente, uniforme e stabile nel tempo che dia il giusto segnale alle imprese per indirizzare le proprie scelte di investimento verso tecnologie e attività a bassissimo impatto di carbonio”.

Le due opzioni sono state mantenute, nonostante la sottosegretaria alle attività produttive, Simona Vicari, avesse invitato a sceglie una delle due, dato che “l’introduzione della carbon tax è sempre stata considerata alternativa al sistema ETS”. Invito non accolto dalla relatrice Stella Bianchi, che ha giudicato “indispensabile” mantenere il riferimento a entrambe le opzioni.

Tra i vari punti toccati dalla risoluzione, vi è la richiesta che “si prosegua con forza nell'azione di promozione dell'efficienza energetica quale vera e propria fonte di energia, sostenendo con le opportune misure, anche di natura finanziaria, la stabilità di strumenti quali il credito di imposta per chi realizza interventi di riqualificazione ambientale ed energetica, così come la definizione e attuazione di un piano di messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici pubblici e, infine, definendo e attuando gli strumenti finanziari opportuni per avviare interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico su ampia scala, anche per migliorare la qualità edilizia nelle città e, in particolare, nelle aree periferiche”.

La risoluzione chiede anche che “si promuova in sede europea un disegno di riordino complessivo dei meccanismi di incentivazione alle fonti rinnovabili di energia per favorirne lo sviluppo su scala continentale con un sistema di regole stabile e omogeneo tra i diversi paesi”.