Oggi:

2020-07-10 03:11

Click day: 100 milioni di euro a pioggia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il “click day” organizzato dal governo lo scorso 13 maggio, per l’assegnazione di 100 milioni di euro ai Comuni con meno di cinquemila abitanti, è finito di nuovo sotto accusa alla Commissione ambiente della Camera. “Una lotteria”, l’ha definita Enrico Borghi, primo firmatario di un’interrogazione sottoscritta da tutti i membri del Pd della Commissione, in cui si sottolinea come si tratti di “un meccanismo di assegnazione di fondi pubblici del tutto casuale, iniquo, privo di valutazioni qualitative”.

Il “click day”, già utilizzato nel 2013 in occasione del “Primo Programma 6000 Campanili”, è stato inserito nel decreto “Sblocca Italia” del 2014 con il nome “Nuovi progetti di interventi”, senza cambiare nulla rispetto alla prima edizione. I finanziamenti possono andare ai più diversi interventi, con priorità alla qualificazione e manutenzione del territorio, mediante recupero e riqualificazione di volumetrie esistenti e di aree dismesse, nonché alla riduzione del rischio idrogeologico; alla riqualificazione e all’incremento dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico, nonché alla realizzazione di impianti di produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili; alla messa in sicurezza degli edifici pubblici, con particolare riferimento a quelli scolastici, alle strutture socio-assistenziali di proprietà comunale e alle strutture di maggiore fruizione pubblica.

Con il “click day”, non viene fatta alcuna valutazione dei progetti su cui viene richiesto il finanziamento ma viene premiato chi prima arriva, tanto è vero che si è discusso sulla legittimità dell’apertura elettronica del bando anticipata dalle ore 9.00 alle 8.59.59.

La commissione ambiente della Camera aveva già criticato questo meccanismo con una risoluzione approvata il 22 aprile2014, incui si affermava che l’adozione del solo criterio di ordine temporale di presentazione dei progetti rischiava di creare gravi distorsioni e iniquità nella suddivisione delle risorse del programma, trascurando il merito dei progetti e penalizzando i comuni periferici, in particolare quelli montani, con strutture informatiche più fragili, impegnando il governo a modificare le modalità di assegnazione delle risorse.

Il governo, però, non ha rispettato quegli impegni e lo scorso maggio si è ripetuta la gara al click più veloce, con oltre tremila progetti presentati e richieste di finanziamenti che superano i cento milioni disponibili.

Rispondendo alle critiche contenute nell’interrogazione, il sottosegretario alle infrastrutture, Umberto del Basso de Caro, ha detto che gli uffici del Ministero hanno constatato l’impossibilità di utilizzare criteri diversi da quelli che privilegiano l’ordine temporale di invio delle richieste e, “in particolare, di confrontare con criteri meritocratici progetti attinenti a tipologie estremamente differenti tra loro, quali il recupero di un edificio, la produzione di energie di fonti rinnovabili e la riduzione del rischio idrogeologico. Inoltre, una procedura di selezione sulla base di criteri meritocratici avrebbe comportato tempi incompatibili con quanto previsto dal decreto Sblocca Italia, che impone la cantierabilità degli interventi entro il 31 agosto 2015”

Il primo firmatario dell’interrogazione si è dichiarato del tutto insoddisfatto della risposta, giudicata “di stampo prettamente burocratico”, affermando che è inaccettabile che il Ministero sia impossibilitato a operare una selezione della qualità dei progetti effettuati con fondi pubblici e chiedendo di convocare i dirigenti dei competenti uffici del ministero. Il 7 luglio, la commissione ha ascoltato, nel corso di un’audizione informale, il direttore della Direzione generale per l’edilizia statale e gli interventi speciali del Ministero delle infrastrutture, ing. Giovanni Guglielmi.