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2020-07-10 20:45

Pubblicata la relazione sulla Situazione energetica nazionale nel 2014

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato la relazione sulla Situazione energetica nazionale nel 2014, da cui emerge una riduzione degli usi finali di energia (-4,6%), che tengono conto delle perdite di trasformazione. La riduzione è stata generalizzata in tutti i settori e particolarmente acuta negli usi civili (famiglie e servizi pubblici e privati), che rimangono i maggiori consumatori di energia. Una ripresa dei consumi si è registrata invece nel settore trasporti, dopo sette anni di contrazione.

Il fabbisogno energetico complessivo si è ulteriormente ridotto (-3,8%), raggiungendo il livello più basso degli ultimi 18 anni. Secondo la relazione del Ministero, “la contrazione del PIL (-0,4%) spiega solo in parte questo calo, indicando una ricomposizione tra settori produttivi e un incremento dell’efficienza segnalato sia dal calo dell’intensità energetica complessiva, che si è attestata sui valori più bassi registrati nell’ultimo quinquennio, sia dal miglioramento dell’indice ODEX (indice sintetico di misurazione dell’efficienza energetica) per l’intera economia italiana (migliorato nel 2013 del 13,4% rispetto al 1990)”.

La relazione afferma che “il miglioramento dell’efficienza sarà ulteriormente supportato dai provvedimenti adottatati dall’Italia nel 2014, con il recepimento della direttiva sull’efficienza energetica e la definizione del Piano d’azione per l’efficienza energetica, con l’obiettivo di rimuovere le barriere che ritardano la diffusione dell’efficienza energetica, sia a livello nazionale sia locale”.

Le energie rinnovabili, “trainate da meccanismi di sostegno pubblico”, sono arrivate a rappresentare oltre un quinto dell’energia primaria richiesta e sono risultate la prima fonte di generazione elettrica (il 43% della produzione nazionale lorda). La contrazione degli usi energetici e il concomitante sviluppo delle rinnovabili nei diversi comparti energetici (elettrico, termico e trasporti) ha contribuito a far raggiungere all’Italia già nel 2013 gli obiettivi europei previsti per il 2020 (con un’incidenza delle fonti rinnovabili sui consumi finali lordi pari al 16,7%, solo tre decimi di punto al di sotto del target europeo).

I prezzi dei prodotti energetici rimangono una nota dolente, nel confronto internazionale, perché in Italia sono più elevati, “anche per il contributo della tassazione che, per unità di energia finale, è risultata tra le più alte dell’Unione europea (nel 2013 pari a 363 euro per tonnellata equivalente di petrolio, un valore superiore del 68 per cento alla media dell'Ue e secondo solo a quello della Danimarca)”.