Oggi:

2021-09-22 23:40

Si Fa Presto a Dire Rinnovabili

RECENSIONE

di: 
Alberto Cuppini*

Ci sono molte arti e scienze che uno studente non dovrebbe ignorare. Prima c'è la filosofia. (Adattamento da: Agricola, De re metallica)

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Giovanni Brussato è un inattuale. In un momento storico che ha visto nelle piazze italiane il trionfo, amplificato da mass media e social, degli Helzapoppin di grillini, gretine, sardine e quant'altro, Brussato ha deciso di fare una scelta basata sulla serietà ed il rigore metodologico, avvalendosi, per dimostrare le sue tesi, di pesi, misure e costi ed affrontando di petto un tema massimamente impopolare: l'inganno nascosto nella crescita infinita delle energie rinnovabili.

In realtà, non ci viene raccontato niente di nuovo. O meglio: niente di nuovo rispetto a quanto tutte le generazioni precedenti, da Adamo ed Eva fino all'altro ieri, sapevano perfettamente: il mondo ha dei limiti, la realtà non è plasmabile a volontà, il destino dell'uomo è tragico. Pensare di modificare nell'arco di pochi decenni l'esistenza dell'umanità così come si è venuta a configurare negli ultimi 300 anni, dalla scoperta della macchina a vapore ed il conseguente sfruttamento dei combustibili fossili, prevedendo di realizzare la "decarbonizzazione integrale" entro il 2050 non è prometeico: è irresponsabile e basta.

Senza tornare troppo indietro nel tempo, Benedetto Croce, il più fermo nemico del mito della giovinezza imperante e convinto assertore della maturità, ripeteva continuamente ai suoi discepoli che la vita è una cosa seria, un problema; un problema che spesso non ha soluzione. Questa lezione dei padri è stata dimenticata. Qualche volta riemerge anche oggi, ma in qualche posto lontano, con una guerra, una crisi economica, una carestia, che però non minacciano di modificare il nostro stile di vita materialista ed iper-consumistico. Proprio i ragazzi dell'Occidente decristianizzato, privati dei più elementari strumenti culturali per difendersi, rappresentano al meglio questa società improntata ai consumi più sfrenati, a cominciare da quelli energetici. Quelli che fingono di rigettarla lo fanno, come i loro nonni del '68, più per moda che per intimo convincimento. Forse proprio l'inattesa ricomparsa di una pandemia potrebbe contribuire, col tempo, ad instillare dei dubbi ed a richiamare ad un equilibrato realismo.

Leggendo gli articoli di Brussato non ho mai potuto evitare di scorgervi lo stesso attaccamento ai dati di fatto e l'accanita determinazione all'esattezza ed alla costante verifica delle cifre propri ad Alberto Ronchey. Quel Ronchey grande giornalista (e ministro della Cultura) demolitore di miti e per questo detestato e sfruculiato da generazioni intere di comunisti, da Fortebraccio a Michele Serra, che gli rimproveravano di contrapporre numeri e meschine considerazioni alla bellezza sfolgorante dell'Idea. Fortebraccio, precursore del pressapochismo imperante nelle piazze di oggi, non per niente, lo definiva ironicamente, nei suoi corsivi sulla prima pagina dell'Unità, "l'Ing. Ronchey".  

Brussato, invece, ingegnere lo è davvero. Un ingegnere minerario veneziano (non a caso Venezia è diventata la Serenissima anche grazie all'abilità, alla preparazione e alla capacità di interpretare la realtà e prevedere il futuro dei suoi diplomatici) che ha eletto come buen retiro le colline attorno a Monzuno, nel primo Appennino bolognese. Qui si è subito trovato coinvolto nel contrasto ad un impianto eolico che rischiava si snaturare l'intera vallata ed ha contribuito alla resistenza apportando le sue competenze specifiche.

Era fatale la sua adesione alla Rete della Resistenza sui Crinali e la sua collaborazione al nostro sito web, con una serie di articoli, poi riproposti da l’Astrolabio, in cui esprimeva forti dubbi sulla facile percorribilità della transizione verde.

Contrariamente alla posizione fino ad allora perseguita dalla Rete, tendente a dimostrare che le energie rinnovabili elettriche saranno sì rinnovabili, ma non sono, per tutta una serie di motivi che abbiamo cercato di dimostrare in questi anni, alternative agli impianti tradizionali, Brussato ha spostato il problema più a monte, sostenendo che le energie rinnovabili, in realtà, non sono affatto rinnovabili.

Alla nostra critica alla razionalità delle FER elettriche non programmabili, eolico in primis, ha poi aggiunto quella ai veicoli elettrici, da lui intesi come come "paradosso perfetto":

"I veicoli elettrici sono visti come un campo di battaglia industriale per i prossimi anni e continueranno a costituire un paradosso perfetto, perchè queste tecnologie pensate per proteggere l'ambiente in realtà nella loro fase costruttiva, dall'estrazione alla raffinazione, lo devastano."

Il suo incontro con un rappresentante storico della Rete della Resistenza, l'editore Luca Vitali, ha avuto come esito un libro, "Energia verde? Prepariamoci a scavare", in cui gli articoli già pubblicati sono stati integrati da ulteriori dati ed informazioni ed organizzati in modo sistematico, che è appena stato pubblicato dalle Edizioni Montaonda

L'esito della pubblicazione del libro, apparentemente scontato, non era affatto ineluttabile, vuoi per l'impegno che esso avrebbe comportato, vuoi soprattutto per il coraggio necessario, dimostrato da autore ed editore, nel nuotare contro la marea montante dell'entusiasmo conformista e facilone per la transizione verde basata sulle rinnovabili elettriche. Anzi: l'immagine retorica della marea in questo caso è persino insufficiente. Brussato e Vitali hanno deciso di nuotare contro uno tsunami: lo tsunami Greta o, per meglio dire, contro i poderosi interessi che hanno generato quel fenomeno mediatico globalizzato. Un coraggio da leoni, che fa facilmente perdonare qualche eccessiva sdolcinatura terzomondista.

Perchè, nella sua sostanza, il libro è durissimo e non concede sconti.

"Le preoccupazioni degli osservatori più lucidi vertono sull'ideologia della "crescita verde", che sta guidando le visioni dominanti della transizione, così come sul modo in cui l'industria mineraria già trae e sempre più trarrà beneficio da una transizione che si presenta palesemente acritica ed irrazionale, fideistica e strumentale, e pertanto priva di attenzione ai pesantissimi effetti collaterali... la crisi ecologica diventerà molto più acuta, e questo possiamo prevederlo con certezza già ora."

È inevitabile scorgere un'analogia con il disperato tentativo di Mario Silvestri, professore di ingegneria nucleare e grandissimo divulgatore (di storia...), effettuato con la pubblicazione di libri come "Il costo della menzogna" e "Il futuro dell'energia", quando si rese conto con orrore che l'Italia era in procinto di abbandonare l'energia nucleare per fonti non programmabili come eolico e fotovoltaico. Tutte le premonizioni di Silvestri di allora si stanno puntualmente verificando, una dopo l'altra.

Oggi invece, tra i suoi omologhi, nessuno, per non rinunciare a ruoli di prestigio o perfino alle proprie cattedre, rischiando ostracismi o addirittura pubblici linciaggi, si assume la stessa responsabiltà. Brussato, con questo libro contrario allo sviluppo acritico delle energie verdi, svolge una funzione vicaria di chi doveva scrivere, avendone il dovere istituzionale, e non ha scritto per amore di quieto vivere.

Dopo i primi due paragrafi introduttivi - e nel secondo vengono riportati alcuni dati che gli attivisti anti-eolici dovrebbero imparare a memoria perchè rispondono ad alcune FAQ ricorrenti - inizia la discesa nell'inferno delle miniere, da cui dovrebbero uscire i materiali necessari ad operare la transizione ecologica così come viene proposta dalla vulgata dei rinnovabilisti. I sei capitoli successivi sono monografici: ciascuno riguarda un metallo e ciascuno evoca orrori da bolgia dantesca. Il nono capitolo è l'ultimo cerchio, il Cocito, di tutti il più terribile, perchè prende in considerazione l'imminente, inesorabile sfruttamento anche dei fondali marini profondi e le imprevedibili conseguenze sull'ecosistema planetario.

Andrebbe anche aperta una riflessione, che manca, sugli effetti economici e sociali dei rialzi, indotti da un aumento artificioso della domanda, dei costi delle materie prime, depresse nell'ultimo decennio, che presto verranno scaricati sugli utenti dell'elettricità assieme ad ulteriori oneri impropri, mascherati per lo più da "incentivi", imputabili alle rinnovabili.

La struttura monografica del testo permette una lettura non sequenziale dei capitoli - e più diluita nel tempo, per meglio apprezzare e metabolizzare la densità delle informazioni contenute - ed è accessibile a diversi livelli di competenza, dall'esperto di mineralogia al profano.

Dopo aver letto il libro, mi sento di dare un consiglio di carattere pratico: fate qualche telefonata.

Per primo telefonate al vostro amministratore condominiale. Sollecitatelo ad inserire nell'ordine del giorno della prossima assemblea i lavori per meglio saldare i tubi delle grondaie, in modo da evitare quei furti che presto diventeranno inevitabili con l'altrettanto inevitabile aumento smisurato del prezzo del rame.

Poi chiamate il vostro broker finanziario e ditegli di aprire posizioni lunghe sui futures metallici, in primis sul nichel. Così vi conformerete anche all'invito sempre più pressante, da parte di quegli stessi giornali che salutano acriticamente la rivoluzione verde, ad affidare fiduciosamente le enormi disponibilità degli italiani sui conti correnti ai gestori di patrimoni.

Ed infine, e questa volta lo dico senza ironia, telefonate al vostro libraio di fiducia per chiedergli se ha in negozio il libro di Brussato. Certo: il libro. Quello di carta. Ci sarebbe anche la possibilità di ordinare telematicamente l'e-book, ma questa volta date retta ad un vecchio dinosauro analogico come me. Un libro va sfogliato. Ed in questo caso è anche necessario avere a disposizione margini bianchi su cui scrivere le note e soprattutto per fare i calcoli, le moltiplicazioni in particolare, che il testo sollecita continuamente.

L'invito a procurarsi l'edizione cartacea vale principalmente per chi ha figli o nipoti adolescenti, che in questo periodo bighellonano per casa, condannati alla reclusione domiciliare dai decreti anti-Covid. Il libro di Brussato, con la sua grafica accattivante e le foto a colori falsamente belle, attira l'attenzione dei ragazzi, senza bisogno di sollecitazioni che potrebbero essere controproducenti. Se uno studente leggesse il libro, sarebbe vaccinato contro le insidie del pifferaio magico che ha escogitato il fenomeno "Piccola Greta", e troverebbe conferma che, nello studio, è sempre necessaria una grande umiltà e l'applicazione del metodo scientifico. Ma soprattutto imparerebbe che "transizione", come ammoniva il Poeta, è solo una parola che risplende come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato.

 

*Animatore della Rete di Resistenza sui Crinali