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2024-05-22 19:01

Pubblicato il Rapporto Benessere equo e sostenibile di Istat

QUEL CHE C'È DA SAPERE

È stato presentato il 17 aprile a Roma, il “Rapporto sul Benessere equo e sostenibile 2023” (Bes) elaborato dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat). Il Rapporto Bes, giunto alla sua undicesima edizione, fornisce un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali che caratterizzano l’Italia, attraverso l’analisi di un set di 152 indicatori (di cui oltre la metà è aggiornata al 2023 con dati definitivi) suddivisi in 12 domini: salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, innovazione, ricerca e creatività, qualità dei servizi. L’edizione di quest’anno pone particolare attenzione sugli andamenti più recenti e sul confronto con il periodo pre-pandemico.

Nel dominio “Ambiente”, gli indicatori sono volti a monitorare l’evoluzione del benessere dei cittadini rispetto all’ambiente naturale in cui vivono. Secondo l’Istat, “le molteplici azioni messe in campo nel nostro Paese per avviare la transizione non hanno prodotto ancora i risultati auspicati”, infatti con la ripresa delle attività a seguito della pandemia molti indicatori mostrano un peggioramento dello stato dell’ambiente.

In particolare nel 2022, rispetto all’anno precedente, peggiora la qualità dell’aria (76,2% di superamenti della soglia di riferimento, contro il 71,7% del 2021), aumentano le emissioni di CO2 (7,3 tonnellate per abitante come nel 2019), cresce il consumo di materiale interno (516 milioni di tonnellate, contro 505 del 2021 e 499,5 del 2019) e diminuisce la produzione di energia da fonti rinnovabili (30,7% di energia consumata da fonti rinnovabili, contro il 35,1% del 2021 e il 34,9% del 2019). Non bene anche la valutazione degli indicatori per il consumo di suolo (7,14% della superficie complessiva, contro il 7,11% nel 2021 e 7,07% nel 2019) e per la dispersione di acqua potabile dalle reti comunali di distribuzione (l’alto livello rimane stabile in tutto il periodo, 42,4% dell’acqua immessa in rete nel 2022).

Unica eccezione, il miglioramento degli indicatori sui rifiuti. Nel 2022 la produzione di rifiuti urbani si attesta sui 29,05 milioni di tonnellate (pari a 492,3 chilogrammi per abitante, contro 500,5 nel 2021, 487 kg/ab nel 2020 e 503,0 del 2019) in diminuzione del 1,8% rispetto al 2021. Per quanto riguarda il loro conferimento in discarica, nel 2022 la quota è stata del 17,8% dei rifiuti urbani prodotti, 1,2 punti percentuali in meno rispetto al 2021. Quest’ultimo indicatore risulta in costante diminuzione a livello nazionale (in calo dal 2013 quanto era pari al 36,9%) nonostante le quote di conferimento a livello regionale siano fortemente differenziate (si va dal Molise con il 77,1% dei rifiuti conferiti in discarica, alla Provincia di Bolzano con l’1,1%). Un ulteriore dato critico evidenziato dall’Istat riguarda il mancato rispetto, in molte regioni, del principio di prossimità previsto dalla normativa (art. 182-bis del d.lgs. 152/2006): infatti solo il 90% dell’ammontare complessivo dei rifiuti urbani conferiti in discarica rimane nella stessa regione che li ha generati.