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2026-07-16 03:33

La Camera spinge per rinvio ETS2

QUEL CHE C'È DA SAPERE

La Camera dei deputati ha approvato il 28 maggio la risoluzione di maggioranza sulla partecipazione italiana alle politiche europee per il 2026, insieme ad alcuni impegni contenuti nella risoluzione di Azione. Respinte invece le proposte di PD, AVS e M5S.

Sul fronte energia e clima, la maggioranza chiede al Governo di sostenere in sede europea una revisione dell’impianto del Green Deal orientata a maggiore flessibilità, competitività industriale e neutralità tecnologica. Tra i punti più rilevanti figurano la richiesta di prorogare le quote gratuite dell’EU ETS oltre il 2034, con una riduzione più graduale a partire dal 2028, il possibile rinvio dell’ETS2 per edifici e trasporti e la sospensione dell’applicazione dell’ETS alla produzione elettrica termoelettrica almeno fino al rientro dei prezzi energetici ai livelli pre-crisi. La risoluzione propone inoltre deroghe o esenzioni ETS per le regioni insulari fino al 2035.

Particolarmente significativa anche la posizione sul regolamento europeo sulle emissioni di metano nel settore energetico (Regolamento UE 2024/1787): il testo approvato invita il Governo a valutare una sospensione dell’efficacia del regolamento, oppure un’applicazione più flessibile, motivandola con il deterioramento del quadro geopolitico e con i rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici.

In parte convergente la linea di Azione, la cui risoluzione, approvata solo in alcuni punti, chiede un piano europeo per finanziare investimenti comuni in energia, infrastrutture e competitività, una rimodulazione degli obiettivi di decarbonizzazione basata su neutralità tecnologica, sostenibilità industriale e impatti socio-economici, nonché una sospensione dell’ETS in vista di una revisione strutturale del sistema.

Di segno opposto le risoluzioni delle opposizioni, tutte respinte. Il PD chiedeva di mantenere la stabilità del quadro ETS, destinando integralmente i proventi delle aste alla transizione energetica e puntando su rinnovabili, accumuli ed efficienza energetica. AVS sollecitava invece di non modificare il sistema ETS, definito un pilastro del Green Deal, e di accelerare la riduzione delle importazioni di gas tramite un forte sviluppo delle rinnovabili. Il M5S proponeva, tra l’altro, un Energy Recovery Fund europeo finanziato anche attraverso debito comune per sostenere sicurezza energetica, rinnovabili, reti e sistemi di accumulo.