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2020-07-13 17:02

I Buchi dell’Acqua

ACQUEDOTTI COLABRODO

di: 
Vito Iaboni

Anche l’Istat conferma che le perdite negli acquedotti italiani hanno raggiunto livelli insostenibili. Nel 2012 (ultimo dato disponibile) sono pari al 37,4% della quantità immessa, in aumento rispetto al 2008 (32,1%). L’autore raccoglie e organizza i dati più significativi relativi alla distribuzione dell’acqua per gli usi civili.

Consumi di acqua in Europa

In base ai dati del 2012, l’Italia è uno dei maggiori consumatori di acqua potabile fra i paesi europei. Con 241 litri giornalieri di acqua erogata pro capite, si colloca al quarto posto, subito dopo Cipro, Irlanda e Lettonia [1] [2].

Il consumo medio europeo, dei Paesi censiti, è di 188 litri pro capite al giorno, valore che viene superato da nove paesi. Sedici sono i paesi che si attestano su valori inferiori, in coda Lituania ed Estonia con un consumo medio inferiore a 100 litri d’acqua al giorno pro capite.

 

Tabella 1 – Acqua erogata in Europa (1) (litri d’acqua al giorno pro capite)

Paese

Acqua erogata

Paese

Acqua erogata

1

Cipro

447

14

Finlandia

173

2

Irlanda

400

15

Slovenia

156

3

Lettonia

310

16

Grecia

153

4

Italia

241

17

Slovacchia

153

5

Spagna

214

18

Germania

137

6

Svezia

203

19

Bulgaria

137

7

Malta

197

20

Repubblica Ceca

129

8

Regno Unito

195

21

Ungheria

126

9

Danimarca

192

22

Romania

112

10

Portogallo

186

23

Polonia

110

11

Croazia

186

24

Estonia

99

12

Paesi Bassi

181

25

Lituania

90

13

Belgio

178

26

UE-26

188

Elaborazione su fonte ISTAT [1] [2]

(1) Il dato dell'Italia è del 2012, i dati di Austria, Francia e Lussemburgo non sono disponibil,i mentre per gli altri Paesi, il valore è l'ultimo disponibile

 

L’acqua in Italia

Gli ultimi dati disponibili riguardanti i valori del ciclo dell’acqua in Italia sono riferiti all’anno 2010 fonte ISTAT (tab. 2) [3] e sono i seguenti:

- Le precipitazioni corrispondono ad una quantità di 306.883 milioni di metri cubi.

- L'evapotraspirazione reale, ovvero l'acqua che si trasferisce dal suolo all'atmosfera sia per evaporazione che per traspirazione delle piante, è pari a 155.688 milioni di metri cubi (50,7% delle precipitazioni).

- Il deflusso totale è pari a 296.799 milioni di metri cubi.

- La ricarica dell'acquifero, ossia la quantità di acqua che si infiltra nel sottosuolo, è pari a 87.665 milioni di metri cubi una parte della quale contribuisce alle risorse idriche disponibili.

Tale disponibilità di risorse, in termini di ricarica dell’acquifero, è distribuita percentualmente in maniera difforme sul territorio nazionale come riportato di seguito:

- 40,2% nell'Italia settentrionale;

- 21,7% nell'Italia centrale;

- 38,1% nell'Italia meridionale e nelle isole.

I consumi idrici per settore, percentualmente, sono distribuiti secondo Hidrogest [4]:

- 50% dal settore agricolo;

- 40% dai settori civile ed industriale;

- 10% dal settore energetico.

Secondo l’ISTAT i gestori dei servizi idrici operanti in Italia (dato 2012) [1] sono 3.161, di cui l'82,8% da amministrazioni comunali, il resto da altri gestori.

Sempre nel 2012, in Italia (tab. 3), sono stati immessi nella rete di distribuzione dell’acqua potabile 8,4 miliardi di metri cubi di acqua (385 litri al giorno pro capite) il 3,2% in più rispetto a quanto registrato nel 2008 (373 litri al giorno pro capite).

Il consumo medio giornaliero di acqua pro capite a livello nazionale è pari a 241 litri giorno, 12 litri al giorno in meno rispetto al 2008.

La disaggregazione dei dati evidenzia consumi che vanno dai 222 litri al giorno pro capite del Mezzogiorno ai 260 del Nord; Toscana e Puglia presentano il valore più basso di acqua erogata al giorno, di poco inferiore ai 200 litri giornalieri pro capite.

Non tutta l’acqua che viene immessa in rete arriva agli utenti finali. Le dispersioni delle reti di distribuzione risultano mediamente del 37,4%; registrando un sensibile peggioramento rispetto al 2008 (32,1%). Il rapporto tra le perdite totali e i volumi in ingresso alla distribuzione può dare l’idea dello stato di conservazione delle infrastrutture.

La maggiore dispersione è nel Mezzogiorno, in cui quasi la metà dei volumi immessi in rete non raggiunge gli utenti finali (43,3%). Per contro, il Nord-Ovest ha il livello di dispersione più basso (30,0%). La regione con il più basso livello di dispersione della rete è la Valle d’Aosta (21,9%), mentre quella che registra le perdite maggiori è la Sardegna (54,8%).

 

 

La quantità di acqua prelevata complessivamente dai corpi idrici per l’uso potabile nel 2012 è stata pari, secondo le rilevazioni ISTAT [5], a circa 9,5 miliardi di metri cubi (tabb. 4 e 5).

Come osservato in tabella 4, rispetto alle altre fonti di approvvigionamento, i prelievi da pozzi sono prevalenti, raggiungendo il valore di circa 4,5 miliardi di metri cubi (47,9% del volume complessivo prelevato). I prelievi da sorgenti sono invece pari a circa 3,5 miliardi di metri cubi (37%), mentre per quanto riguarda i restanti prelievi di acque superficiali pari a 1,42 miliardi di metri cubi, maggiori sono quelli dai bacini artificiali (9,6%); seguono quelli dai corsi d’acqua superficiali (4,7%) e dai laghi naturali (0,8%). Viene registrato che circa 2,9 miliardi di metri cubi di acqua (30,6%) viene potabilizzata (tab. 5).

Si segnala che la differenza tra l’acqua prelevata rispetto all’acqua immessa in rete è pari a circa 1,1 miliardi di metri cubi, si ritiene che tali quantitativi siano utilizzati per scopi diversi.

 

 

  

Per quanto riguarda i costi praticati all’utenza essi non sono univoci, non solo per cause strutturali e territoriali ma anche per inefficienze di gestione. Nel computo concorrono, in linea di massima, le seguenti voci:

- il servizio di acquedotto;

- il servizio di fognatura;

- il servizio di depurazione;

- le tasse ed altro.

Il quotidiano “Il sole 24 ore” [7], del 10 maggio 2013, registra che il costo più elevato (per consumi pari a 200 metri cubi anno) è nel centro Italia, con 2,12 €/mc, segue il nord est con 1,69 €/mc, il nord ovest con 1,28 €/mc e il sud-isole con 1,59 €/mc. La media nazionale è pari a 1,62 €/mc.

Il costo più alto - calcolato come media aritmetica dei costi delle città capoluogo di provincia - per consumi di 200 metri cubi anno spetta alla Toscana, con 505,96 € (2,53 €/mc), seguita dalle Marche 443,39 € (2,17 €/mc) e dall'Emilia Romagna con 417,95 € (2,09 €/mc).

 

Bibliografia

[1] ISTAT Acqua potabile erogata - sito web

http://noi-italia.istat.it/index.php?id=7&user_100ind_pi1%5Bid_pagina%5D...

[2] ISTAT Censimento delle acque per uso civile 2012 - sito web

http://www.risorsa-acqua.it/news/rapporto-istat-censimento-delle-acque-per-uso-civile-anno-2012/

[3] ISTAT –  Risorse idriche naturali – sito web http://www.istat.it/it/archivio/153668

[4] Hidrogest – Sito web http://www.hidrogest.it/index.php?pagina=NUMERIACQUA&menu=1&open=50,60

[5] ISTAT Distribuzione di acqua potabile “Sito web http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCCV_CONSACQUA&Lang=

[6] ISTAT Censimento delle acque per uso civile - Sito web

http://www.istat.it/it/archivio/127380

[7] Il Sole 24 ore – sito web

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-05-10/litalia-ac...