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2020-08-09 04:08

La Corte dei conti europea boccia le spese per il clima dell’Ue

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Secondo la Corte dei conti europea, vi è un serio rischio che l’Ue non raggiunga il target di spesa climatica che si è data, cioè di spendere a favore dell’azione per il clima almeno il 20% del proprio bilancio per il periodo 2014-2020. Quest’obiettivo dovrebbe essere raggiunto integrando l’azione per il clima nei vari settori d’intervento e nei fondi previsti dal bilancio dell’Ue, ma se nel Fondo europeo di sviluppo regionale e nel Fondo di coesione l’attuazione del target ha comportato interventi più attenti e mirati all’azione per il clima, invece nei settori dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca, nonché nel Fondo sociale europeo, non vi è stata una svolta significativa in tale direzione.

Secondo la Commissione Ue, la percentuale di finanziamenti dedicata all’azione per il clima tra il 2014 e il 2016 è stata in media del 17,6%. Per raggiungere il target globale fissato per il bilancio Ue entro la fine del 2020, la Corte dei conti europea stima che sarebbe necessario aumentare a una media del 22% il tasso di finanziamento per il clima nel periodo dal 2017 al 2020 compresi.

Dall’audit della Corte dei conti è emerso che le stime della Commissione Ue sono basate su ipotesi della spesa agricola destinata all’azione per il clima che portano a sopravvalutazioni e sono inficiate dalla mancanza di un’adeguata giustificazione. La Corte ha calcolato che, se si applicano le metodologie adottate a livello internazionale alla spesa per l’attività agricola e lo sviluppo rurale, il contributo previsto di questi settori risulterebbe inferiore di circa 33 miliardi nel periodo 2014-2020, pari a circa il 15% del target complessivo.

Nel settore della ricerca, il programma Orizzonte 2020 è in ritardo rispetto al proprio target di destinare il 35% all’azione per il clima, poiché il suo contributo si colloca attualmente al 24% per il periodo 2014-2017. Secondo la Corte, la Commissione non dispone di un piano d’azione dettagliato che stabilisca come recuperare terreno.

La Corte dei conti europea “raccomanda principalmente di svolgere un solido esercizio di consolidamento pluriennale, istituire un quadro organico di rendicontazione ed eseguire una valutazione delle esigenze connesse ai cambiamenti climatici. La Corte raccomanda inoltre di correggere le stime in eccesso, redigere piani d’azione per i settori in ritardo, nonché monitorare la spesa effettiva e i risultati conseguiti. Infine, raccomanda di sondare tutte le opportunità potenziali per assicurare una più decisa e concreta svolta a favore dell’azione per il clima”.