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2018-12-14 02:53

Consiglio di Stato: è il ministero dell’Ambiente a poter dire cosa non è più un “rifiuto”

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso in appello della Regione Veneto e ha riformato la sentenza del Tar del Veneto del 28 dicembre 2016, che aveva annullato una deliberazione della Giunta Regionale del 16 agosto 2016 in materia di qualificazione dei rifiuti, stabilendo che essa spetta al ministero dell’Ambiente e non alle Regioni.

Infatti, afferma nella sentenza il Consiglio di Stato, in via di principio spetta allo Stato e non alle Regioni il potere di individuare, ad integrazione di quanto già previsto dalle direttive comunitarie, le ulteriori “tipologie” di materiale da non considerare più come rifiuti, in quanto riciclabili, sulla base di un’analisi caso per caso.

La vicenda ha riguardato un’impresa che era già stata autorizzata ad una attività sperimentale per il trattamento ed il recupero dei rifiuti costituiti da pannolini, pannoloni ed assorbenti igienici, per un periodo di due anni, alla quale la Giunta regionale del Veneto ha poi respinto la richiesta di qualificare le attività svolte nel proprio impianto industriale come attività di recupero “R3”, poiché, per tali materiali, la normativa comunitaria al momento non lo prevede.

Il Tar aveva accolto il ricorso dell’impresa e di conseguenza annullato il diniego, ritenendo che in mancanza di espresse previsioni comunitarie, l’amministrazione potesse valutare caso per caso.

Il Consiglio di Stato, invece, senza entrare nel merito tecnico della questione, alle luce dell’art. 6 della direttiva 2008/98/CE riguardante la “cessazione della qualifica di rifiuto” ha osservato che:

a) la disciplina della cessazione della qualifica di “rifiuto” è riservata alla normativa comunitaria;

b)  quest’ultima ha previsto che sia comunque possibile per gli Stati membri valutare altri casi di possibile cessazione;

c) tale prerogativa tuttavia compete allo Stato e precisamente al ministero dell’Ambiente, che deve provvedere con propri regolamenti.