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2019-12-06 09:46

Via libera del Parlamento europeo al pacchetto sull’economia circolare e i rifiuti

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Parlamento europeo ha approvato il pacchetto di proposte della Commissione Ue sull’economia circolare e sulle modifiche alle direttive sui rifiuti, su cui il Consiglio dei ministri dell’Ambiente dell’Unione europea aveva approvato un documento con le proprie conclusioni il 20 giugno 2016.

Le risoluzioni approvate dal Parlamento europeo riguardano la modifica della direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, la modifica della direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, la modifica delle direttive relative a veicoli fuori uso, rifiuti di pile e accumulatori e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, la modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti e le norme procedurali in materia di elaborazione delle relazioni in materia ambientale.

Il pacchetto stabilisce due obiettivi comuni per l’Unione europea. Il primo è il riciclo di almeno il 55% dei rifiuti urbani entro il 2025. Questa quota è destinata a salire al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035. Il secondo obiettivo è il riciclo del 65% dei rifiuti di imballaggi entro il 2025 (70% entro il 2030) con obiettivi diversificati per materiale, come illustrato nella tabella:

Materiale

Entro il 2025

Entro il 2030

Tutti i tipi di imballaggi

65%

70%

Plastica

50%

55%

Legno

25%

30%

Metalli ferrosi

70%

80%

Alluminio

50%

60%

Vetro

70%

75%

Carta e cartone

75%

85%

Le nuove regole riguardano anche le discariche e prevedono un obiettivo vincolante di riduzione in base al quale entro il 2035 al massimo il 10% del totale dei rifiuti urbani potrà essere smaltito in discarica. Attualmente, nell’Ue i rifiuti urbani che vengono ancora smaltiti in discarica sono più di un quarto, mentre quelli riciclati o compostati sono meno della metà, con notevoli differenze tra i vari Stati.

Inoltre, i prodotti tessili e i rifiuti pericolosi provenienti dai nuclei domestici dovranno essere raccolti separatamente entro il 2025, così come i rifiuti biodegradabili che potranno essere riciclati anche direttamente nelle case attraverso il compostaggio.

Gli Stati membri dovrebbero ridurre gli sprechi alimentari del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030, anche se questi obiettivi non sono vincolanti. Al fine di prevenire lo spreco di alimenti, i Paesi Ue dovrebbero incentivare la raccolta dei prodotti invenduti e la loro ridistribuzione in condizioni di sicurezza. Secondo il Parlamento europeo, si deve puntare anche sul miglioramento della consapevolezza dei consumatori circa il diverso significato delle indicazioni “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”.