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2020-07-10 02:33

Aumenta la produzione di rifiuti speciali, Rapporto annuale dell’Ispra

QUEL CHE C’È DA SAPERE

L’Ispra ha presentato la diciassettesima edizione del Rapporto Rifiuti Speciali, contenente i dati, riferiti all’anno 2016, sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, a livello nazionale e regionale, e per quanto riguarda la gestione anche a livello provinciale, nonché sull’import/export. I dati indicano che, dopo gli anni cruciali della crisi economica, la produzione di rifiuti speciali in Italia continua ad aumentare e nel 2016 ha raggiunto i 135 milioni di tonnellate, con un + 2% rispetto al 2015 e + 4,5% rispetto al 2014.

Nel 2016 la percentuale di riciclo dei rifiuti speciali è stata del 65%, una delle migliori a livello europeo, mentre, osserva l’Ispra, “occorre investire di più su quello della ‘prevenzione’ dei rifiuti speciali. Se ne producono ancora troppi e l’Italia è lontana dall’obiettivo fissato dal Programma Nazionale di Prevenzione del 2013, che prevede al 2020 una riduzione del 5% nella produzione dei ‘non pericolosi’ e del 10% per i ‘pericolosi’, calcolati per unità di Pil al 2010”.

Se la percentuale di riciclo è buona, tuttavia nel 2016 si è registrato un aumento del 7,9%, pari a 887.000 tonnellate, di rifiuti speciali smaltiti in discarica. Complessivamente, nel 2016, a livello nazionale, i rifiuti speciali smaltiti in discarica sono stati 12,1 milioni di tonnellate, di cui 10,8 milioni di rifiuti non pericolosi (89,3%) e circa 1,3 milioni di rifiuti pericolosi (10,7%).

I rifiuti speciali, generati da attività produttive, commerciali e di servizio, sono per quantità oltre quattro volte superiori a quelli urbani: 135 milioni di tonnellate nel 2016, a fronte di oltre 30 milioni di tonnellate degli urbani. A crescere in modo particolare nel 2016 è stata la categoria dei “pericolosi”, che con oltre 9,6 milioni di tonnellate segna un +5,6% rispetto al 2015; più contenuto l’aumento dei “non pericolosi”, che arrivano a 125 milioni di tonnellate (+1,7%).

Tra i rifiuti speciali, quelli del settore delle costruzioni e demolizioni costituiscono uno dei flussi più importanti in termini quantitativi: con oltre 54,8 milioni di tonnellate, rappresentano il 40,6% dei rifiuti speciali, seguiti da quelli prodotti dalle attività di trattamento dei rifiuti e di risanamento (27,2%) e dal settore manifatturiero (20,7%). La Lombardia è la regione che produce più rifiuti speciali: 29,4 milioni di tonnellate, pari al 21,8% del totale nel 2016.

Nel 2016 la quantità totale di rifiuti speciali esportata all’estero, pressoché stabile rispetto al 2015, è stata pari a 3,1 milioni di tonnellate, di cui 2,1 milioni sono non pericolosi e un milione pericolosi; in particolare, questi rifiuti provengono da impianti di trattamento dei rifiuti e sono inviati principalmente in Germania. I rifiuti speciali importati da altri Paesi, per la maggior parte metallici, sono aumentati dello 0,9% e provengono soprattutto da Germania, Austria e Ungheria.

Sono pari a 352.000 tonnellate i rifiuti contenenti amianto prodotti in Italia nel 2016, costituiti per il 93,5% da materiali da costruzione contenenti amianto. La forma di smaltimento prevalente per quest’ultima tipologia di rifiuti pericolosi rimane la discarica (85,5% del totale gestito). Un quantitativo rilevante (circa 118.000 tonnellate) viene esportato in Germania.