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2019-03-26 20:18

Relazione programmatica del governo sulla partecipazione dell’Italia all’Ue

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La commissione sulle politiche dell’Ue della Camera ha iniziato l’esame della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019, predisposta dall’ex-ministro Paolo Savona e che costituisce, come ha sottolineato la relatrice Silvana Giannuzzi (M5S), la prima occasione per questo governo di presentare in modo approfondito la sua posizione politica sulle prospettive future dell’Unione europea e sui singoli dossier in discussione.

Nel campo dell’energia, il governo segnala che nel corso dei primi mesi del 2019 si giungerà alla conclusione dell’iter di adozione del pacchetto di misure legislative denominato Clean Energy for all Europeans, incluse le quattro proposte sul nuovo disegno del mercato interno dell’elettricità, specificando che “l’azione del governo nella fase finale di negoziato sarà indirizzata ad affermare la necessità di un giusto equilibrio tra livello nazionale e livello sovranazionale e a sostenere modelli di mercato in linea con gli obblighi di decarbonizzazione. È una priorità del Governo assicurare che il quadro normativo europeo sul funzionamento dei mercati dell’elettricità favorisca l’evoluzione del settore delle rinnovabili, anche nel settore dei trasporti ed un efficiente sviluppo ed integrazione dell’autoconsumo, tenendo conto del ruolo crescente della generazione distribuita e di soggetti innovativi come le comunità energetiche e le diverse forme di aggregazione”.

Per quanto riguarda il mercato interno del gas naturale, il governo prevede che il negoziato sulla revisione della direttiva 73/2009 “potrebbe proseguire nel corso del 2019; sebbene la Commissione auspichi una chiusura del dossier legislativo entro il primo semestre, lo stato attuale del negoziato non assicura tale risultato anche alla luce dello scarso interesse dell’attuale presidenza di turno del Consiglio”. Il governo sottolinea che il negoziato in corso ha ad oggetto soltanto un aspetto della direttiva gas, ovvero la disciplina applicabile ai gasdotti di importazione da paesi extra-Ue ai quali si estenderebbero le norme europee in materia di accesso dei terzi, separazione proprietaria, tariffe ed altro. “Il governo ha finora manifestato preoccupazione per taluni aspetti di natura prettamente giuridica contenuti nella proposta, in particolare per quanto riguarda l’applicazione della disciplina proposta dalla Commissione ai gasdotti già esistenti di collegamento con il Nord Africa (Libia e Tunisia/Algeria). Ciò comporterebbe l’obbligo di avviare una serie di negoziati bilaterali dall’esito incerto con le autorità di regolazione di quei paesi per ridefinire le regole applicabili al transito del gas in tali gasdotti, con potenziali rischi sulla sicurezza degli approvvigionamenti a breve termine in Italia. A fronte delle posizioni di altri Stati membri che chiedono una adozione rapida dell’atto per ragioni più prettamente politiche e di politica internazionale, il governo si impegna nel 2019 a far progredire l’approfondimento tecnico del dossier per favorire soluzioni più ampiamente condivise di aggiustamento alla originaria proposta della Commissione”.

Il governo segnala anche il negoziato sul regolamento per il finanziamento delle infrastrutture trans-frontaliere energetiche, giudicato rilevante non soltanto per quanto concerne lo stanziamento specifico di risorse dal budget dell’Ue ma anche, e soprattutto, per l’ampliamento della natura di progetti che possono accedervi. Infatti, la Commissione ha proposto di includere nei cosiddetti Projects of Common Interest anche progetti transfrontalieri di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, “per i quali tuttavia manca un quadro di regole europee con riguardo ai requisiti e alle modalità di valutazione ai fini del riconoscimento del finanziamento. Il governo ritiene opportuno promuovere le energie rinnovabili anche su questo fronte, favorendone lo scambio tra paesi dell’Ue tramite la costruzione di nuova capacità rinnovabile con il contributo finanziario dell’Unione. È altrettanto importante che il quadro delle regole per la valutazione dei progetti, se non altro per quanto concerne i principi e i criteri di attribuzione dei fondi, siano concordati e discussi anche con gli Stati membri e non discendano unicamente da decisioni della sola Commissione”.

Per quanto riguarda le materie ambientali, la relazione è soprattutto descrittiva dei vari progetti sul tavolo dell’Unione e di quanto il governo sta facendo per dare seguito agli indirizzi europei. In sintesi, il governo dichiara che:

  • si impegnerà ad assicurare massima priorità all’attuazione del pacchetto normativo “economia circolare” rafforzando il sistema di raccolta differenziata dei materiali con tempistiche certe per la dismissione delle discariche e per il progressivo superamento degli impianti di recupero energetico qualora non alimentati esclusivamente da rifiuti residuali di raccolta differenziata;
  • parteciperà attivamente alla creazione di un quadro di riferimento Ue che definisca standard di qualità comuni, criteri di gestione e controllo sul riutilizzo delle acque reflue depurate;
  • continuerà a partecipare al processo di definizione delle regole per dare piena operatività all’accordo di Parigi;
  • si impegnerà affinché l'Unione europea si ponga obiettivi ambiziosi nel contrasto ai cambiamenti climatici con impegni vincolanti e stringenti per la riduzione delle emissioni inquinanti e l'avvio di una nuova politica industriale che punti alla “decarbonizzazione” e “defossilizzazione”;
  • rafforzerà il percorso di coerenza tra la trasposizione interna dell’Agenda 2030 e gli altri strumenti di programmazione, in particolare quelli strategici, finanziari e del semestre europeo per il post-2020, tenuto conto del contributo fornito dall’Italia per il tramite della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile; indirizzerà il quadro politico dell'Unione europea al fine di garantire che le politiche europee siano in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e i relativi traguardi, rafforzando la collaborazione con le Istituzioni europee e con gli Stati membri;
  • integrerà gli obiettivi di sostenibilità ambientale nel bilancio europeo, fissando allo scopo una serie di condizioni di attuazione e di target.