Oggi:

2019-06-25 04:29

Tante Preghiere, Poca Politica

PIANO NAZIONALE ENERGIA E CLIMA

Si è concluso qualche giorno fa il periodo (un mese) di consultazione pubblica sul Piano Energia e Clima. Gli Amici della Terra hanno partecipato con proprie osservazioni ma rilevano che le misure concrete per la decarbonizzazione sono del tutto assenti dal dibattito politico e dall’informazione pubblica nonostante i telegiornali siano pieni di proteste e di preghiere per il clima

Il Piano Energia e Clima dell’Italia, predisposto dal Ministero per lo Sviluppo Economico, già inviato alla Commissione Europea secondo l’iter previsto dal pacchetto governance, entro l’anno dovrà essere perfezionato, sottoposto alla Valutazione ambientale strategica e accolto nella sua forma definitiva dalla UE. Ciò significa che le misure definite nel Piano difficilmente potranno essere modificate e che determineranno la politica energetica e climatica dell’Italia almeno per i prossimi dieci anni.  

 Ora, dopo l’allarme diffuso in ogni telegiornale e rubrica televisiva sui mutamenti climatici futuri e già in atto, dopo sei mesi di Friday for future, dopo decine di solenni simposi nazionali e internazionali e dopo la più celebrata enciclica papale, ci saremmo aspettati un dibattito politico di livello conseguente sulle misure concrete da adottare per affrontare il problema. Ancor più, vista la concomitanza della campagna elettorale per le elezioni europee, che potrebbe prevedere dei confronti specifici sulle politiche in atto nell’Unione e sulla posizione nel merito delle diverse forze politiche.

Invece no. Il dibattito continua a svolgersi fra addetti ai lavori e la Consultazione si è svolta su un questionario predisposto dal ministero per lo Sviluppo economico che limita l’oggetto del confronto ai suggerimenti per rendere più accettabili alle popolazioni locali programmi che sono dati per scontati nella loro impostazione e definizione.

Secondo gli Amici della Terra il PNEC, come già la Sen 2017 di Calenda, continua ad essere sbilanciato sulle FER elettriche e insufficiente sulle politiche per l’efficienza energetica e le FER termiche. Non sono chiari i costi e i benefici che deriverebbero dalla sua attuazione. Non sono messi in evidenza i costi esterni relativi all’occupazione di suolo e all’uso del territorio.

 L’auspicio è che almeno la specifica consultazione prevista dalla procedura della Valutazione Ambientale Strategica possa contribuire a colmare questa lacuna. 

Nel merito, gli Amici della Terra ritengono necessario rafforzare le politiche per conseguire gli obiettivi 2030 del PNEC sull’ efficienza energetica e le rinnovabili termiche, ed evitare forzature sulle rinnovabili elettriche.

A questo fine oltre alle risposte al questionario on line gli Amici della Terra hanno inviato al governo anche una anteprima del rapporto “La pompa di calore una tecnologia chiave per gli obiettivi 2030” che verrà presentato pubblicamente in occasione del convegno organizzato insieme ad Assoclima che si terrà presso il GSE martedì 14 maggio.

Il Rapporto, elaborato dagli Amici della Terra, sul ruolo della diffusione delle pompe di calore elettriche nella climatizzazione (riscaldamento e raffrescamento) degli edifici formula analisi specifiche e proposte di policy per il conseguimento degli obiettivi 2030 di decarbonizzazione del Piano Energia e Clima dell’Italia.