Oggi:

2020-06-07 02:08

Rapporto annuale dell’Agenzia europea dell’ambiente sulla qualità dell’aria

QUEL CHE C’È DA SAPERE

L’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) ha pubblicato il Rapporto annuale sulla qualità dell’aria, Air quality in Europe – 2019, da cui emerge che l'aria europea sta diventando sempre più pulita ma l'inquinamento persistente, soprattutto nelle città, danneggiando ancora la salute delle persone e l'economia.

Il Rapporto prende in considerazione i 28 paesi dell’Ue, più i cinque dell’Area economica europea (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Turchia), più i sei che cooperano con l’Area economica europea (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia). Vengono considerati anche San Marino, il Principato di Monaco e Andorra, per un totale di 41 paesi.

Il Rapporto si basa sugli ultimi dati ufficiali sulla qualità dell'aria provenienti da oltre 4.000 stazioni di monitoraggio nel 2017.

Quasi tutte le persone di questi paesi che vivono in città risultano ancora esposte a livelli di inquinamento atmosferico che superano le linee guida sulla qualità dell'aria dell'Organizzazione mondiale della sanità.

Gli inquinanti atmosferici cha causano danni significativi sono sempre il particolato atmosferico (PM), il biossido di azoto (NOx) e l’ozono al livello del suolo (O3).

Secondo il Rapporto, il particolato fine (PM2,5) da solo ha causato circa 412.000 decessi prematuri in 41 paesi europei nel 2016. Circa 374.000 di questi decessi si sono verificati nell'Ue, 17.000 in meno rispetto al 2015.

Anche se le differenze meteorologiche tra gli anni possono influenzare i livelli di inquinamento e il loro impatto, la riduzione è coerente con la precedente stima dell’Aea secondo la quale il numero di decessi prematuri causati ogni anno dal PM2.5 in Europa dal 1990 è stato ridotto di circa mezzo milione.

Per quanto riguarda l’Italia, le morti premature causate dal PM2,5 nel 2016 sono stimate in 58.600, in diminuzione rispetto alle 60.600 del 2015, mantenendo l’Italia al secondo posto dietro la Germania in numeri assoluti.

Quelle causate dal biossido d’azoto nel 2016 sono stimate in 14.600, in netta diminuzione rispetto alle 20.500 dell’anno precedente, anche se mantiene l’Italia al primo posto in numeri assoluti di morti premature per questo inquinante.

Quelle causate dall’ozono al livello del suolo nel 2016 sono stimate in 3.000, rispetto alle 3.200 del 2015, mantenendo l’Italia al primo posto in numeri assoluti anche in questo caso.

Nonostante il persistere dell’inquinamento atmosferico, l’Aea sottolinea come il rapporto confermi che l’adozione di normative vincolanti e misure locali stiano migliorando la qualità dell’aria con effetti positivi sulla salute.

Il Rapporto evidenzia come, oltre a danneggiare la salute e ridurre l'aspettativa di vita, la scarsa qualità dell'aria causi anche perdite economiche, ad esempio a causa di costi sanitari più elevati, rendimenti ridotti da agricoltura e silvicoltura e minore produttività del lavoro.