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2020-06-05 21:07

Le condizioni del Parlamento europeo sul bilancio pluriennale dell’Ue e il Recovery Fund

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sul Fondo europeo di ripresa e trasformazione, il cosiddetto Recovery Fund, e il bilancio pluriennale dell’Ue 2021-2027, in discussione da mesi tra gli Stati senza che si sia sinora trovato un accordo.

Il Parlamento europeo sostiene che il pacchetto per la ripresa debba sommarsi ai fondi destinati ai programmi esistenti, senza comprometterne i finanziamenti.

Inoltre gli eurodeputati si dichiarano pronti a usare il potere di veto sulla proposta del bilancio a lungo termine 2021-2027 nel caso in cui la loro richiesta per un bilancio più consistente non sia accolta, e respingono in anticipo trucchi propagandistici. Infatti, la risoluzione ricorda “la necessità di preservare la credibilità dell'Unione e mette in guardia la Commissione contro il ricorso a sortilegi finanziari e a dubbi moltiplicatori per pubblicizzare cifre ambiziose; avverte che le cifre principali degli investimenti da mobilitare non costituiscono la vera dimensione di un Fondo di ripresa e trasformazione, né possono essere presentate come tali”. Non solo, il Parlamento europeo “mette in guardia la Commissione dal presentare un quadro finanziario pluriennale rivisto, in cui il piano di ripresa è finanziato a scapito dei programmi esistenti e di quelli futuri”.

Gli eurodeputati chiedono che i fondi per la ripresa siano destinati a coloro che sono stati più duramente colpiti dalla crisi e che la maggior parte dei fondi sia distribuita in forma di sovvenzioni, perché temono che i prestiti possano peggiorare la situazione finanziaria dei paesi membri che hanno maggiormente sofferto a causa della pandemia.

La risoluzione raccomanda di finanziare il pacchetto per la ripresa attraverso l’emissione dei “recovery bond” garantiti dal bilancio dell’Ue. Inoltre, sottolinea che occorrono nuove risorse di entrata per il bilancio, per evitare che un bilancio maggiore comporti anche maggiori contributi diretti da parte degli Stati membri. Tra le nuove risorse di entrata, la risoluzione del Parlamento europeo indica “il reddito derivante dal sistema di scambio delle quote di emissione, un contributo per la plastica e un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera”.

La risoluzione richiama gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il Trattato di Parigi, gli obiettivi dell'Ue in materia di neutralità climatica e biodiversità, e “chiede che questo massiccio pacchetto di ripresa trasformi le nostre economie e ne rafforzi la resilienza attraverso la messa in comune di investimenti strategici a sostegno delle Pmi e aumenti le opportunità di lavoro e le competenze per mitigare l'impatto della crisi sui lavoratori, sui consumatori e sulle famiglie; chiede pertanto che gli investimenti abbiano priorità nell'ambito del Green Deal, dell'agenda digitale e del raggiungimento di una sovranità europea in settori strategici, con una strategia industriale coerente e nel contempo accorciando e diversificando le catene di approvvigionamento e riorientando le politiche commerciali; chiede la creazione di un nuovo programma sanitario europeo indipendente”.