Oggi:

2020-11-29 23:38

Due Orsi, Due Storie

GRIZZLY E ORSI MARSICANI

di: 
Franco Zunino*

L’autore trae spunto da un fatto di cronaca per confrontare le politiche di conservazione degli orsi in Italia e negli Stati Uniti, pur tenendo conto della diversità delle specie e dei contesti ambientali e sociali.

Italia e USA: due diverse specie di Orso bruno, due diversi approcci alla loro conservazione, due mondi diversi, due popoli diversi, due diverse soluzioni delle loro problematiche di gestione. Ecco cosa si legge su un notiziario (Vol. 31 n. 2 - Summer 2020) del movimento Wilderness Watch: "All'interno e nelle zone esterne delle Aree Wilderness Gros Ventre e Bridger del Wyoming, nella parte meridionale del Great Yellowstone Ecosystem, il Servizio Forestale ed il Servizio Faunistico (entrambi federali) hanno autorizzato la legittima uccisione di 72 orsi Grizzly, su un’area  di 69.056 ettari, allo scopo di proteggere dalle predazioni il bestiame domestico degli allevatori privati."

Ovviamente, il fatto è stato denunciato dalle associazioni ambientaliste americane, e, alla notizia, corrisponde una dichiarazione di critica alle autorità che hanno deciso gli abbattimenti. Ma a noi, in Italia, non è tanto questo episodio che interessa; piuttosto sono interessanti le riflessioni che derivano da questi fatti e dal confronto fra le due storie (e le due politiche) di conservazione.

Sembrerà strano ma, se approfondiamo l’argomento, possiamo considerare che la notizia degli abbattimenti è prova di una popolazione di Grizzly oggi certamente prospera e dei risultati positivi della politica di conservazione attuata negli USA.

Occorre premettere che, nei 48 Stati meridionali dell'Unione, il Grizzly è da molto tempo protetto - nonostante iniziative simili a quella suesposta già autorizzate in passato, ma su numeri minori – ed è inserito tra le specie minacciate secondo la legge federale che tutela quelle a rischio riduzione e/o estinzione.

Negli anni '60 e '70 del secolo scorso sia il Grizzly dello Yellowstone quanto l'Orso marsicano in Italia erano ridotti a numeri esigui e ad alto rischio estinzione (circa 200 Grizzly e circa 100 Marsicani). In entrambi i paesi, iniziarono gli studi di biologia per stabilire i provvedimenti da prendere per salvaguardare le popolazioni delle due specie.

Orbene, sia negli USA che in Italia, gli studi furono completati in quegli anni '70 – lo documentano le riviste scientifiche e naturalistiche di allora - ed i provvedimenti da prendersi per mettere gli orsi “in sicurezza" furono proposti alle autorità. Negli USA, i provvedimenti furono tempestivamente adottati ed effettivamente attuati. In Italia no. No per decine di anni: se ne è fatto solo un gran parlare, si sono fatti proseguire gli studi all'infinito; per non parlare dei convegni, delle conferenze, delle convenzioni, delle pubblicazioni, con uno sperpero di svariati milioni di euro.

Negli USA, si è proceduto alla chiusura integrale di vaste aree selvagge, ad un controllo severo del turismo, alla chiusura degli immondezzai e ad altre misure per evitare che gli orsi venissero a contatto col cibo “umano”. La popolazione dei Grizzly si è ripresa ed ha cominciato ad aumentare. In Italia, quella del marsicano no, ed è anzi regredita ulteriormente, facendo registrare una continua riduzione di presenze nel parco e una continua dispersione di individui all’esterno, sempre più attratti dalle zone abitate e dai rifiuti degli umani.

Negli USA, nella core area dello Yellowstone, i Grizzly hanno raggiunto un numero tale da costringerli ad “una espansione” verso l'esterno che ha ripopolato tutte le aree circostanti, acuendo, conseguentemente, il problema dei danni agli allevatori. Anche in Italia c’è stata “un’espansione” delle aree frequentate dagli orsi ma senza che siano mai aumentati di numero nella core area del Parco d'Abruzzo; ovvero, si sono dispersi nelle aree circostanti, anche loro acuendo i problemi non tanto alla pastorizia quanto ai piccoli allevatori di polli e conigli: segno di una condizione disperata, per gli orsi, che non c'era mai stata prima!

Negli USA oggi, dopo circa 50 anni, possono permettersi di ucciderne a decine per ridurre la popolazione e contenere i danni che i Grizzly arrecano agli allevatori. In Italia, sempre dopo circa 50 anni, l'Orso marsicano è ulteriormente calato di numero ed è sempre più ad alto rischio di estinzione. Costretto ad una competizione alimentare con una popolazione di cervi e cinghiali che, invece, è aumentata a dismisura, sta sempre più abbandonando l'area protetta ed è divenuto un frequentatore dei centri urbani e delle loro periferie: barboni animali con maggiori difficoltà riproduttive e maggiori rischi di incidenti mortali e di atti di “ritorsione”.

Attorno allo Yellowstone hanno creato una vasta rete di Aree Wilderness che tutelano severamente l'ambiente e controllano il movimento turistico, pur continuando a consentirvi la caccia. Attorno al Parco d'Abruzzo si vuole estendere una fascia (area contigua) che tutelerebbe molto meno l'ambiente ed il territorio, ma esproprierebbe le competenze delle comunità locali deresponsabilizzandole dal problema della tutela degli orsi.

Due mondi, due popoli, due diverse mentalità. Due specie di Orso bruno. Due situazioni molto simili per problematiche e gestione. Due esiti diversi, uno positivo, l'altro negativo. Uno dei due ha sbagliato qualcosa e dovrebbe imparare dal confronto delle due esperienze.

   

* Segretario Generale AIW, Wilderness Italia