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2020-10-29 11:47

La Corte dei conti europea critica il sistema ETS

QUEL CHE C'È DA SAPERE

La Corte dei conti europea critica il funzionamento del sistema ETS di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra dell’Ue, sottolineando come le quote gratuite, che rappresentano ancora oltre il 40% di tutte le quote disponibili nell’ambito del sistema ETS, debbano essere concesse in modo più mirato.

In una relazione, la Corte ricorda che «In linea di principio, nell’ambito dell’ETS dell’Ue viene stabilito un prezzo per le emissioni di carbonio e i diritti di emissione sono messi all’asta. Gli introiti derivanti da queste aste sono utilizzati anche per azioni legate al clima. L’ETS dell’Ue utilizza le quote gratuite per scoraggiare le imprese dell’UE dal trasferire l’attività in Paesi non-Ue con standard ambientali meno rigidi. Tale trasferimento, noto come “rilocalizzazione delle emissioni”, comporterebbe infatti una riduzione degli investimenti nell’Ue e un aumento delle emissioni a livello mondiale. Beneficiano di quote gratuite i settori dell’aviazione e dell’industria, a differenza della maggior parte degli operatori nel settore dell’energia elettrica, perché si ritiene che questi ultimi possano trasferire i costi diretti del carbonio sui consumatori. Però, negli otto Stati membri con un PIL pro capite inferiore al 60 % della media Ue, il settore dell’energia elettrica ha ricevuto quote gratuite per potersi modernizzare».

Samo Jereb, responsabile dell’audit per la Corte dei conti europea, evidenzia che «Le quote gratuite dovrebbero essere concesse in modo mirato ai settori industriali che sono meno in grado di trasferire i costi del carbonio sui consumatori. Non sempre, però, questo avviene. Settori che rappresentano oltre il 90 % delle emissioni industriali sono anch’essi considerati a rischio di rilocalizzazione delle emissioni e beneficiano di percentuali di quote gratuite costantemente elevate. Se le quote gratuite non sono assegnate in modo più mirato, l’Ue non sfrutterà appieno i benefici che l’ETS potrebbe avere sulla decarbonizzazione e sulle finanze pubbliche».

La Corte ha riscontrato che «I settori dell’energia che hanno ricevuto quote gratuite per investire nella modernizzazione hanno compiuto passi in avanti notevolmente più lenti verso la decarbonizzazione rispetto a quanto avvenuto in altri Stati membri. Gli investimenti sono stati spesso utilizzati per migliorare le centrali elettriche a lignite e a carbon fossile esistenti invece che per promuovere l’uso di combustibili meno inquinanti, in particolare in Bulgaria, Cechia, Polonia e Romania».